La fulminea carriera di Bocchetti Il prepotente ritorno di Pazzini

Azzurro felicità. Eccolo, il colore preferito di Giampaolo Pazzini e Salvatore Bocchetti. Sono proprio i due "genovesi" le grandi novità della nazionale di Lippi, che ieri sera si è radunata a Coverciano, in vista della doppia sfida mondiale contro Montenegro e Irlanda. La chiamata del bomber blucerchiato, autore di 11 gol in poco più di due mesi tra campionato e Coppa Italia, era nell'aria ma di certo non era scontata. «Sono felice - ammette il "Pazzo" - alla Samp ho trovato compagni splendidi, sto vivendo un momento meraviglioso. Una grande gioia. Non me l'aspettavo proprio». Una convocazione, quella di Pazzini, con inevitabile dedica. «Qui ho trovato dei compagni che mi hanno accolto alla grande, da subito. E poi gioco al fianco di Cassano. Devo dire grazie anche a loro». Il coronamento di un progetto, gli fa eco l'a.d. blucerchiato Marotta: «Questa chiamata è l'ultima tappa del suo percorso azzurro visto che lui prima ha vestito la maglia di tutte le selezioni giovanili fino all'Under 21».
Ma se Pazzini - uno che ai tempi degli azzurrini di Casiraghi si era persino portato via il pallone del nuovo Wembley dopo la tripletta all'Inghilterra - forse sotto sotto ci sperava, di certo in pochi si aspettavano la chiamata di Salvatore Bocchetti, 22 anni, uno dei soldatini di questo Genoa dei miracoli. Attenzione, però: la sua convocazione è un premio ad un campionato davvero eccellente, per lui e per la squadra. Strano ma vero, per Bocchetti: in due anni dalla serie B di Frosinone alla maglia azzurra, con vista Champions. «Domenica sera non sapevo neppure come festeggiare - racconta - ero troppo sù di giri per organizzare qualcosa. Una roba pazzesca. Sono orgoglioso, davvero orgoglioso di vestire questa maglia e di rappresentare il Genoa, e i suoi tifosi, in nazionale. Grazie a loro, grazie anche al presidente Preziosi che ha creduto in me». Conferma azzurra, o meglio "riconferma" dopo il lungo infortunio, per il doriano Angelo Palombo. Un punto fermo, negli schemi di Lippi. «Sono in nazionale grazie alla Samp, grazie ai compagni. Andare insieme a Pazzini, poi, è ancora più bello...».
Genoa e Samp stanno però concedendo parecchi giocatori anche alle nazionali estere, in questo periodo. Milito arriverà oggi a Buenos Aires per ritrovare l'Argentina e abbracciare finalmente il ct Maradona (a proposito, sul "Principe" ieri Preziosi è stato chiaro: «Lo venderemo solo per offerte da capogiro. Gasperini? Lui invece resta con noi»), Juric e Jankovic si sono divisi tra Croazia e Serbia, mentre Sokratis è atteso in tarda mattinata ad Atene, in Grecia. Restando ai genoani, niente nazionale belga per Vanden Borre, che ha dovuto rinunciare perché infortunato (ieri ha lavorato a Pegli, con gli acciaccati Thiago Motta e Scarpi). Stessa sorte per il doriano Stankevicius, non "abile" per la nazionale lituana. I blucerchiati Ziegler e Padalino sono invece volati in Svizzera. E non è finita qui. Tra i giovani, il blucerchiato Fiorillo sarà il nuovo portiere dell'under 21, mentre i rossoblù El Shaarawy e Perin fanno parte dell'under 17. Proprio come il compagno uruguayano - e pari età - Polenta.