Fumata grigia per il «Sole» in Borsa

Confindustria chiede a Cerutti altri due mesi per convincere i contrari (il 25%)

Marcello Zacché

da Milano

Il Sole 24 ore dovrà attendere ancora un po’ prima di programmare lo sbarco in Borsa. La giunta di Confindustria, chiamata a decidere oggi sulla quotazione in Piazza Affari del gruppo editoriale che controlla il quotidiano milanese, dovrebbe optare per un rinvio di un paio di mesi. Almeno questa è l’indicazione filtrata nel pomeriggio di ieri da ambienti confindustriali dopo il direttivo che ha preceduto la giunta.
Giancarlo Cerutti, membro della giunta e del board del Sole, ha girato in lungo e in largo la penisola per sondare, in questi ultimi tre mesi, gli umori delle associazioni territoriali e di categoria. A queste Cerutti ha proposto una quotazione che, a grandi linee, prevede il collocamento di una quota vicina al 30%, in modo da raccogliere risorse prevalentemente dirette allo sviluppo del gruppo. Ragionando su un valore intorno al miliardo, le risorse sarebbero nell’ordine dei 250-300 milioni. Inoltre la governance del gruppo dovrebbe prevedere una soglia di partecipazione minore dell’1%, dimodoché nessuno possa acquisire una posizione «pericolosa». Associato al progetto esiste anche una bozza di piano industriale.
Ebbene, il risultato ottenuto, che oggi Cerutti presenterà in giunta, è di 75 a 25: 75 la percentuale dei favorevoli, 25% i contrari. Il tutto ponderato per il peso delle varie associazioni. Ma nella minoranza ci sarebbero alcuni importanti lombardi, come Brescia, Bergamo, Varese, Mantova, e in una posizione defilata Milano (Assolombarda). Mentre, tra i big di categoria, è nota l’avversione di Federchimica. Per questo la giunta di oggi, su proposta del presidente Luca di Montezemolo, dovrebbe dare a Cerutti un nuovo mandato: quello di sondare i riottosi per cercare di venire incontro alle loro obiezioni in termini di governance e di piano industriale. Un lavoro che si potrebbe potrarre fino a febbraio prossimo.
Il cda del Sole del 19 perde ora di «peso», mentre la decisione sulla Borsa si sposta a ridosso della scadenza del cda, in agenda a marzo. Il che potrebbe permettere al gruppo, in una mossa unica, di rinnovare il cda senza fretta, affidando al nuovo la missione della quotazione in Borsa. Con la possibile nomina alla presidenza, al posto di Innocenzo Cipolletta (salito al vertice delle Fs), dello stesso Cerutti: un «damatiano» moderato che può andar bene sia a destra sia a sinistra, e che per questo permetterebbe di rappresentare al meglio il Sole sui mercati.