Prima fumata nera tra Schröder e la Merkel

Salvo Mazzolini

da Berlino

Fumata nera, come era prevedibile. Il primo faccia a faccia tra Schröder e la Merkel dopo il voto di domenica si è concluso con un nulla di fatto. «Il mio partito - ha detto Schröder all'uscita - è pronto ad esplorare la possibilità di una grande coalizione, ma vuole mettere subito in chiaro che ne rivendica la guida». «Non credo che il signor Schröder - ha detto Angela Merkel - sia interessato ad occupare il posto di vice Cancelliere perché è chiaro che quello di Cancelliere tocca a noi». Insomma il nodo da sciogliere è sempre lo stesso: nessuno dei due vuole fare un passo indietro. Ma non è il caso di essere pessimisti. I tempi di questa crisi, che ricorda tanto gli scenari italiani, sono lunghi. E il percorso per arrivare ad una soluzione, se ci sarà, si preannuncia pieno di giri tortuosi, di insidie, incognite e colpi bassi.
Quello di ieri è stato solo un primo sondaggio cui ne seguirà un altro la prossima settimana. Per una svolta, comunque, bisogna attendere il 2 ottobre quando si voterà nella circoscrizione 160 di Dresda (in seguito all'improvviso decesso di un candidato le elezioni sono state rinviate di due settimane per permettere al successore di avere un minimo di tempo per organizzare la sua campagna elettorale). In palio, a Dresda, ci sono solo tre seggi. Poca cosa, ma bisognerà vedere come saranno distribuiti. Il voto potrebbe accentuare il vantaggio della Cdu, il partito della Merkel, che attualmente è solo di tre deputati, o ridurlo a vantaggio della Spd, il partito di Schröder. In questo caso il nodo su chi sarà il futuro Cancelliere diventerà ancora più difficile da sciogliere. All'uscita del sondaggio di ieri la Merkel sembrava aver ritrovato il buon umore. Per la prima volta si segnalava che nelle preferenze dei tedeschi su chi deve diventare Cancelliere lei batteva Schröder, 47% contro 44%. E che se si votasse di nuovo, la Cdu guadagnerebbe un punto mentre la Spd ne perderebbe uno.
Peccato che ormai nessuno crede più ai sondaggi dopo la brutta figura di domenica. E la prima a diffidarne è proprio lei, la Merkel: tutti i sondaggi la davano ampiamente vincente e invece ce l'ha fatta per un soffio. In attesa di scoprire le carte al tavolo della partita che conta, quella per la formazione di una grande coalizione, Cdu e Spd cercano alternative per rafforzare la propria posizione negoziale. Schermaglie laterali vengono definite dai giornali tedeschi. I socialdemocratici insistono nel progetto per allargare ai liberali la coalizione rossoverde (che sotto la guida di Schröder ha governato negli ultimi sette anni). La Cdu insiste nell'ipotesi di attirare i verdi nello schieramento di centrodestra. La prima alternativa è praticamente fallita dopo il no secco dei liberali. La seconda appare molto difficile per la difesa ad oltranza dei verdi dello Stato sociale.
Comunque stamane ci sarà un primo incontro tra i verdi e la Merkel. Lo sbocco più probabile sembra essere una grande coalizione senza né Schröder né la Merkel, anche se entrambi sembrano decisi a resistere fino all'ultimo. Ma cosa succederà se neppure questa via sarà percorribile? La Costituzione prevede che alla riapertura del Bundestag il Capo dello Stato affidi l'incarico di formare il governo o ad una persona indicata dai partiti o, in mancanza di un accordo, al leader del partito di maggioranza relativa. In questo secondo caso, non improbabile, l'incarico verrebbe affidato alla Merkel che dovrebbe sottoporsi a tre votazioni. Le prime due prevedono la maggioranza assoluta, per la terza basta la maggioranza semplice.
La Merkel, quindi, potrebbe formare un governo insieme ai liberali ed ottenere la fiducia alla terza votazione. Ma sarebbe un governo di minoranza. E i governi di minoranza non solo hanno vita difficile ma sono perennemente sottoposti al giudizio del Capo dello Stato, il quale può tollerarli oppure se crede può anche sciogliere il Parlamento e indire nuove elezioni. Un'ipotesi di cui si parla se i due maggiori partiti non si metteranno d'accordo.