«Il fumo e una forte emozione potrebbero essergli stati fatali»

Un angioma cerebrale, una lesione congenita che sarebbe magari rimasta sconosciuta per molti anni, senza causare danni. E che invece provoca la morte di Federico. È possibile che qualche tiro di «spinello» abbia risvegliato la lesione fino ad avere conseguenze così devastanti?
«Non ci sono certezze - risponde il professor Antonio De Santis, uno dei neurochirurghi più esperti d’Italia - sul comportamento di un angioma di fronte all’assunzione di sostanze stupefacenti. In linea di massima, non si può affermare che vi sia un rapporto lineare di causa-effetto: non si può dire, cioè, che l’assunzione di droga induca di per sé l’angioma a sanguinare. Nel caso degli aneurismi, invece, sappiamo che questa relazione esiste. Anche negli angiomi, però, può comunque esserci un effetto indotto. Infatti noi sappiamo che il principale elemento scatenante di queste emorragie è un innalzamento della pressione arteriosa. Questo innalzamento può avere le cause più disparate. Certamente l’eccitazione, l’emozione causata dall’assunzione di droghe, soprattutto in un consumatore non abituale, possono alzare improvvisamente la pressione. E a quel punto arriva l’emorragia».
Ma una risposta precisa su cosa sia accaduto a Federico probabilmente non ci sarà mai: «L’autopsia può dirci cosa è accaduto. Ma, in questi casi, non perché è accaduto».