Tra fumogeni, denunce e misure di sicurezza

Molto fumo e anche un po’ di arrosto. Il fumo è stato quello dei fumogeni con cui i contestatori di Israele, Paese ospite d’onore alla Fiera del Libro di Torino, hanno ieri pomeriggio impestato la zona di Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche dell’Università. «Boicotta Israele sostieni la Palestina» e «Solidarietà alla resistenza palestinese» gli slogan urlati.
L’arrosto, invece, sotto forma di tre denunciati dalla polizia, era stato servito in mattinata. Tre persone sono infatti state identificate fra coloro che hanno, lo scorso primo maggio, incendiato le bandiere israeliana e statunitense durante la festa dei lavoratori, in piazza San Carlo. L’accusa è «vilipendio alla bandiera di uno Stato estero e travisamento in occasione di manifestazioni pubbliche».
Poco dopo Luca Casarini, leader dei Disobbedienti del Nord-Est, ha dato idealmente una pacca sulla spalla ai compagni in azione nel capoluogo piemontese. Sul rispetto dei diritti umani, ha detto, «Israele è come la Cina». E dunque «è giusto protestare contro uno e contro l’altro». Tuttavia, ha aggiunto sentendo aria di bruciato, «non vogliamo metterci in mezzo ad una questione che è stata troppo ideologizzata». Quindi, niente appoggio «fisico» alla manifestazione in programma per sabato organizzata dal Forum Palestina. E anche il Prc non ci sarà: «pensiamo che lanciare il boicottaggio sia stato sbagliato perché reputiamo che la cultura debba essere preservata dallo scontro ideologico e politico». I «cugini» del Pdci, invece, saranno presenti. Lo ha annunciato Jacopo Venier, responsabile esteri del partito.
Situazione tranquilla, dunque? Non proprio. Lo dimostra il fatto che ci saranno anche i tiratori scelti, sul tetto del Lingotto e nelle aree limitrofe del quartiere fieristico, per vigilare sulla presenza alla Fiera del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che arriverà oggi, intorno alle 9,30, all’aeroporto Sandro Pertini di Caselle (Torino). Il presidente della Repubblica giungerà al Lingotto per l’inaugurazione, prevista per le 10.
Intanto gli organizzatori gettano acqua sul fuoco. «Non siamo a Kabul né a Bagdad ma a Torino, una città dove la situazione è assolutamente tranquilla e permetterà lo svolgimento di una Fiera bellissima, e non solo per il tema, che è la bellezza, ma per la bellezza degli stand, curati dagli editori come mai prima». Lo ha detto il direttore della Fiera, Ernesto Ferrero, durante una visita nei padiglioni del Lingotto. «Questa è davvero una Fiera molto bella - ha aggiunto - pensata per accontentare 300mila persone mentre meno di 300 stanno cercando di rovinarla e snaturarla». Tra il fumo e l’arrosto, insomma, ricordiamoci che si tratta di libri, e che il tempo dei roghi è finito da un pezzo.