Il funambolo russo che ama Bach e Paganini

Chi ha ascoltato qualche giorno fa il trentaseienne violinista Sergey Krilov, agli ordini di Yuri Temirkanov, nel Concerto in re maggiore di Ciaikovski, e subito dopo, richiesto a suon di applausi, nella singolare quanto impegnativa trascrizione per violino solo della celebre Toccata e Fuga in re minore di Bach, non nutre più alcun dubbio sulla sua solida statura di interprete, ma anche sulla sua capacità di adire il virtuosismo strumentale più impervio. Krilov questa sera fa il bis nella stagione da camera dell’Accademia di Santa Cecilia, con un programma, nel quale brillano sia la stupefacente Ciaccona che corona la Partita n. 2 per violino solo di Bach, che i pirotecnici Capricc' paganiniani (la seconda parte della temibile raccolta solistica che consegna alla storia una summa dell’arte e della tecnica violinistiche); programma che si completa con la Sonata n.2 del celebre violinista-compositore belga Eugene Ysaye, scritta in omaggio a Bach, e con la Sequenza VIII di Berio che fa dell’elemento timbrico il suo punto nodale. Fu in Italia che Krilov meritò il suo primo successo internazionale, vincendo a 13 anni, il Concorso «Lipizer» di Gorizia, e qualche anno dopo, anche lo «Stradivari» di Cremona, dove Krilov si perfezionò alla scuola di Accardo e dove ha scelto di stabilirsi. Fra le qualità di Krilov, esponente della scuola russa, c’è chi sottolinea il controllo assoluto dello strumento unito a eleganza quasi naturale, come anche agilità funambolica e insieme sincero lirismo. Auditorium. Sala Sinopoli. Ore 21. Info: 06.8082058.