Funari crolla, Del Noce resiste: «Andiamo avanti»

da Milano

Un’altra bella legnata sulla capoccia di Gianfranco Funari. Un secondo ko inflitto dall’audience ad Apocalypse Show. Il tabellino dell’incontro? 2 milioni 534mila telespettatori con il 12.61 di share. Una doppia sconfitta; non solo quella contro l’imbattibile Corrida di Gerry Scotti (che vola con 6 milioni 498mila spettatori e il 33.04 di share, oltre 20 punti più di Raiuno) ma anche contro se stesso. Funari perde anche con la puntata di debutto, che già aveva sollevato un polverone di polemiche con quello striminzito 17.11 e 3 milioni 143mila spettatori. 5 punti di share e 600mila telespettatori in meno, mica bruscolini.
Comunque, la parola d’ordine è andare avanti. Il primo a suonare la carica è il direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce che dichiara senza mezzi termini: «Il programma ovviamente continuerà, eravamo e siamo consapevoli delle difficoltà che avremmo incontrato cercando di coniugare in prima serata il linguaggio del varietà con quello dei contenuti e della riflessione. Anche se il risultato al momento non ci premia continuiamo a credere che sia necessaria la sperimentazione». Parole da trascinatore quelle di Del Noce. «Fortunatamente Raiuno - attacca il direttore - che anche in questa stagione raggiunge la soglia del 25 per cento di share, può permettersi di innovare». Una prova un po’ rischiosa però, che immola Funari e il suo Apocalypse Show sull’altare del peggior risultato di sempre del sabato sera di Raiuno. «Però - ribadisce Del Noce - l’innovazione richiede tempo e abbandonare subito la strada sarebbe la via più facile, ma precluderebbe la possibilità di includere nella programmazione qualità e contenuti». Anche il vicedirettore generale della Rai Giancarlo Leone si schiera dalla parte di Del Noce. Quindi nessun ripensamento, si lavora al terzo appuntamento. E Funari che fa? Sabato sera ha provato a recuperare il pubblico che non ha voglia di sorbirsi predicozzi sulla fine del mondo, virando sul varietà e riducendo i sermoni. Sono arrivati artisti di qualità: i Simply Red per i giovani, Edoardo Bennato, i Malecon Social Club. Si è visto un grande vecchio come Mario Monicelli. Ma il titolo del programma è troppo vincolante. Forse lo pensa anche lo stesso Funari che, in serata, dichiara: «Per riprendere gli ascolti che Raiuno si merita i temi dell’Apocalisse devono finire!». E aggiunge: «Le problematiche quotidiane del cittadino italiano non gli permettono di interessarsi a problemi catastrofici a lunga scadenza». Meno apocalisse e più evasione, dunque. Ma non troppo: «Penso anche però che la qualità di una televisione basata sul sociale e sul costume si distingua in un panorama fatto solo d’intrattenimento nel senso più superficiale del termine. Il mio tentativo è quello di mantenere la qualità con costanza e in questo senso non credo di essere venuto meno».