Funari: «M’hanno esiliato Sono di nuovo in guerra»

da Roma

I casi sono due. O lo ami, o lo detesti. Non è tipo da consentire vie di mezzo, Gianfranco Funari. Da quando inorridì i critici inventando con Aboccaperta le future tele-risse; da quando sconvolse i benpensanti unendo politica e mortadella in Mezzogiorno è; da quando finì per indisporre tutti - deputati, giornalisti, funzionari tv - ostinatamente dicendo quel che pensava. Da sempre - insomma - Funari è Funari: sinonimo di guai. Figurarsi cos'altro potrà combinare oggi che, dopo undici anni di esilio, dopo «essere stato cacciato quattro volte, due da Rai e due da Mediaset, e preso a bei calcioni nel sedere dalla destra come dalla sinistra», l'impenitente cerca-guai torna con uno show tutto suo, in prima serata, al sabato sera, e colla formale promessa del direttore di Raiuno, Del Noce, «di poter dire e fare tutto quello che gli pare». «Ma noi siamo fiduciosi - ribatte serafico il direttore -: Raiuno ha anche il dovere di tentare nuove vie. E dunque accettiamo questa scommessa: la sfida d'uno show del sabato sera innovativo e sperimentale. Del resto, con la penuria di autentici showman in grado d'innovare, una volta accolto Benigni, Fiorello e Celentano (e confermando che sarà la Ventura a fare Miss Italia, perché un flop può capitare a tutti), non rimaneva che un solo altro nome disponibile. Funari».
Ecco allora, per cinque puntate a partire da stasera, in una ferrigna scenografia di rugginosi ingranaggi, «metà tolda del Titanic e metà Arca di Noè», l'atteso Apocalypse Show: «Cioè - come spiega l'autore, Diego Cugia - lo show dell'Apocalisse dei nostri tempi, che abbinando la formula del varietà a momenti di riflessione sociale, per la prima volta al sabato sera racconterà il disastro interiore dei nostri giorni. Sarà un pugno nello stomaco. Di aggressività, ma anche di poesia e tenerezza». Al comico Fabio De Luigi, alle attrici Esther Ortega e Oksana Adersson spetterà il varietà; a lui, al cerca-guai «i monologhi sui temi più scottanti dell'attualità, a partire da una requisitoria sulla siccità che ci minaccia, e spesso affiancato da ospiti importanti (il presidente Cossiga, che ha rifiutato, potrebbe ripensarci visto che Raiuno ha la delega per ospitarlo nonostante la vigilia elettorale)». E Funari (che per la cronaca, durante la conferenza stampa, è malamente caduto)? Come si gode questo che, oltre che un ritorno, è anche una rivincita? «Questo non è un ritorno: io non ritorno, io vado - taglia corto lui - E infatti è la prima volta che vado a Raiuno. E non è una rivincita. Come m'ha insegnato Pietro Nenni, io non provo mai risentimenti, ma solo grandi sentimenti». In Rai è entrato sempre, dice, «per il rotto della cuffia. Ma stavolta c'è stato un feeling coll'autore Cugia e il produttore Ballandi. Così, se Apocalypse Show andrà male, la colpa sarà solo mia. Ma tranquilli: quando vado in guerra, io, sono sicuro di vincerla». Del Noce, poi, minimizza: «Funari è di per sé un valore aggiunto, ha uno zoccolo durissimo di fan». Il significato di questo debutto? «M'hanno esiliato per 11 anni, e ricomincio da capo a 75. Morale: ragazzi, non mollate mai». Certo, è stata anche dura: «Per quarant'anni ho fatto tutto da solo, stavolta avevo Cugia che ripeteva “questo sì, questo no”. Je stavo quasi pe' menà». E a Del noce, cosa ha dovuto promettere? «Solo di non dire parolacce. Chi le critica, evidentemente, non ha mai letto Aristofane. Ma lui ha avuto coraggio a chiamarmi: un coraggio che a Mediaset è mancato». E a proposito di Mediaset: in che rapporti è con loro? «Tutti i suoi dirigenti m'hanno chiamato per farmi gli auguri. Maria De Filippi m'ha inviato un cesto di fiori». Ma a chi potrebbe dar fastidio? «I miei primi nemici sono stati i politici. I secondi i giornalisti. I terzi saranno i presentatori: perché sconvolgerò il modo di fare tv». Paure? Una sola: «Che al pubblico, delle mie tirate, non gliene freghi niente».