Funghi e alberghi, le liberalizzazioni della Regione

I funghi in Liguria si potranno raccogliere tutti i giorni, «all’interno delle aziende faunistico-venatorie e agrituristico-venatorie», anche durante il periodo di apertura della caccia: lo ha stabilito il consiglio regionale di ieri mattina, mettendo fine a una querelle - a mezza strada fra codici e gastronomia - che si era accesa dopo l’approvazione della nuova legge di regolamentazione dei miceti epigei spontanei (ne abbiamo riferito venerdì scorso su queste pagine). La normativa, contestata dal centrodestra, limitando la raccolta al martedì e al venerdì, pareva fatta apposta per introdurre un «cavallo di Troia» anti-caccia, nella prospettiva di estendere sempre più i divieti voluti dagli ambientalisti. Vittoria netta dell’opposizione anche a proposito del disegno di legge sulle «Misure per la salvaguardia e la valorizzazione degli alberghi». Le disposizioni presentate dall’assessore Carlo Ruggeri erano stata temporaneamente (e provvidenzialmente) stoppate prima dell’estate, grazie alla battaglia condotta dai partiti della Casa delle libertà, in prima fila Luigi Morgillo e Franco Orsi di Forza Italia e Nicola Abbundo e Matteo Marcenaro dell’Udc. Gli stessi che ieri mattina hanno potuto mettere a segno il colpo decisivo per ottenere il rinvio della legge in commissione: l’opposizione ha esibito il parere del segretario regionale che esprime tutta una serie di perplessità, dubbi, eccezioni, e sostanzialmente critiche al testo di maggioranza. Che proprio per questo dovrà essere profondamente modificato, soprattutto nelle parti più contestate che riguardano «l’eventuale trasformazione della struttura ricettiva per non sostenibilità dell’attività». Spiegano Morgillo e Orsi: «Il disegno di legge era palesemente illiberale, il vincolo perpetuo è incostituzionale e non si può pensare di tutelare il turismo obbligando gli albergatori a fare quel mestiere».
In apertura di seduta l'assemblea, su invito del presidente Giacomo Ronzitti, aveva osservato un minuto di silenzio per ricordare Giuseppe Rolandino, il consigliere regionale del Msi nella prima legislatura scomparso nei giorni scorsi. «Rolandino, uomo di riconosciuta dirittura morale, - ha ricordato Ronzitti - non nascose mai le sue idee e fece una netta scelta di campo che tuttavia non gli impedì di guadagnarsi il rispetto anche dei suoi avversari».
Si torna in cronaca diretta: i lavori proseguono, mentre si fa sempre più fitto in aula il conciliabolo tra l’assessore all’Economia ligure G.B. Pittaluga e Ubaldo Benvenuti, ministro-ombra diessino con deleghe all’artigianato, all’industria, al commercio, nonché a porti, trasporti, infrastrutture e viabilità. Benvenuti agita la matita, aggrotta le ciglia, sorride sotto i baffi, ma non sembra imporre la forza degli argomenti a Pittaluga che scrolla la testa, non sembra convinto, tanto più adesso che ha annunciato la confluenza del suo «Gente di Liguria» nel nascente Partito democratico veltroniano-clintoniano. Non se ne cura Gianni Plinio, capogruppo di An, che presenta un ordine del giorno per invitare i presidenti di Camera e Senato «a legiferare in modo che venga prevista la ineleggibilità alle cariche di parlamentare, ma anche di consigliere regionale, provinciale e comunale per chi è stato condannato in maniera definitiva, ovvero la decadenza automatica e immediata degli eletti nelle istituzioni condannati in via definitiva all’interdizione dei pubblici uffici». Poi Giovanni Macchiavello e Franco Rocca (Per la Liguria-Sandro Biasotti) prendono posizione sul tunnel Rapallo-Santa e la gronda di Levante: sollecitano progressi e ottengono riscontro dall’assessore Luigi Merlo. Quasi in chiusura di seduta, quando ormai Pittaluga e Benvenuti si sono rassegnati a rinviare a dopo pranzo l’elaborazione delle strategie per il prossimo millennio, fa sentire forte e chiara la protesta il capogruppo della Lega nord Francesco Bruzzone. Che, da buon cacciatore, imbraccia il fucile (niente a che fare, comunque, con le sparate del Senatur) per colpire il comportamento della giunta sulla deroga alla caccia agli storni. La Regione - gli ha appena confermato l’assessore all’Agricoltura Giancarlo Cassini - è disposta a consentire la caccia in deroga. Ma ogni decisione in merito verrà presa nei prossimi giorni dopo che gli uffici regionali avranno ricevuto le richieste delle province con le specifiche motivazioni e gli eventuali danni subiti. Ed è qui che Bruzzone fa esplodere tutte le cartucce a disposizione: «Se è per i danni - tuona - un po’ in tutte le province ci sono già stati, eccome. Questi pennuti provocano sconquassi. Basta vedere cosa si trova sotto i loro nidi in città: uno scempio, sotto forma di tanti noccioli di oliva presenti nelle deiezioni». Disco rosso, invece, dei Verdi secondo cui, parola di Cristina Morelli e Carlo Vasconi, non esistono al momento segnalazioni di danni arrecati dagli storni. Neanche per i noccioli che picchiano in testa come la grandine.