Funghi e polenta le star d’autunno

Giorgio Scaglia

Via le bottiglie gelate di vino bianco, basta con le insalate di riso, al bando sushi e sashimi. L’estate ha fatto il suo tempo e adesso viene voglia di rossi, funghi e polenta, insomma di piatti autunnali da degustare con l’impermeabile e il pullover, piatti che potete trovare, ad esempio, alle Corti di Rinomà, in via Fauchè, un ristorante accogliente di sana ispirazione lombarda: salumi assortiti, polenta, nervetti, risotti e lumache sono tra le cose migliori di una cena da concludere coi deliziosi dolci fatti in casa.
Cose buone anche all’Antica Trattoria di Monluè, in via Monluè, il più antico ristorante di Milano coi suoi cinque secoli di storia. Qui vanno forte le rane e le lumache, il riso, i tortelloni fatti in loco e il rognone trifolato. Travi a vista e caminetto completano una bella serata. Vale una visita anche La Bettola di Piero, in via Orti 17, una trattoria di vecchio stampo con affettatrice a manovella e banco di mescita all’ingresso. Prevale la cucina piemontese con scelta esasperata delle materie prime, massime le carni. Ecco allora le paste fatte in casa, gli stracotti con polenta, i bolliti con salsa verde e altre delizie. Dicevamo dei funghi: grazie alle ultime piogge ce ne sono tanti in giro e di ottima qualità, porcini e non. Alla Taverna della Trisa in via Ferruccio 1, tempio della cucina trentina, li usano per fare la salsa che accompagna i loro ottimi strangolapreti ma merita un plauso anche il misto di carni in umido e la carne salata coi fagioli.
Deliziosa nella sua semplicità, la trattoria Gatto Nero, in via Ortica 15, offre buon cibo a prezzi umani da più di trent’anni. Cucina rustica con risotto ai funghi, brasato e polenta, casoela, bolliti, rustin negà e ottimi dolci autarchici. Cosa beviamo con tutto questo ben di Dio? Rossi, meglio se lombardi. La bonarda vivace è ideale con gli affettati, col bollito è perfetta la barbera dell’Oltrepò, di struttura immensa. Se il piatto è più impegnativo, vedi stracotti o formaggi stagionati, è di rigora un Sassella della Valtellina. E il Franciacorta? Provatelo con le carni bianche e le verdure cotte, poi sappiateci dire.