Funghi velenosi, in 21 all’ospedale

Paola Balsomini

Prima tanta acqua, poi tanto sole. Le condizioni che favoriscono un’annata da fungaioli sono solo due. E settembre quest’anno ha fatto felici tutti gli appassionati di boschi e porcini. Ottima quantità ma non sempre la qualità ripaga la voglia di tornare a casa con un cesto pieno di pregiati «galletti». Basti pensare a quanto è successo ad una famiglia di San Remo: in undici ieri sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso a causa di una grave intossicazione. Tutti avevano ricevuto «in dono» il cesto tanto invitante quanto velenoso. I medici hanno immediatamente accertato che i malesseri sono stati provocati da miceli delle cosiddette «specie minori, non commestibili». Tutti se la sono cavata con la prognosi di pochi giorni ma solo oggi potranno essere dichiarati fuori pericolo.
Sono stati obbligati a ricorrere alla lavanda gastrica, invece, i sei spezzini che hanno cenato con funghi tossici. Anche in questo caso il raccolto era avvenuto in un bosco e non erano stati sottoposti, prima di essere consumati, a nessun controllo.
Ma, evidentemente, quelli che credevano essere porcini o ovuli erano in realtà la brutta copia della specie decisamente più pregiata e soprattutto innocua.
Tutti i casi registrati nello spezzino si sono verificati nella Vallata di Magra ma in località diverse e questo fa temere che il numero di intossicati sia destinato a salire con il passare delle ore.
Oltre a questo la media stagionale di intossicati a La Spezia e provincia si aggira ogni anno intorno alle 20 unità. L’ultimo episodio si è invece verificato in provincia di Imperia: una famiglia di quattro persone di Camporosso è stata costretta a ricorrere alle cure mediche del pronto soccorso di Bordighera per una lieve intossicazione. Insomma, non è ancora emergenza ma l’invito dei medici è comunque quello di far analizzare i funghi prima che siano consumati. Una buona abitudine che gli improvvisati fungaioli spesso dimenticano.