Come funziona il marchio comunitario

L’istituto del marchio comunitario, utilizzato da Michela Vittoria Brambilla per registrare il logo e il nome del «Partito della Libertà», è nato nel 1993. E nel 1996 è stato creato l’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (Uami), che ha sede ad Alicante, in Spagna. Un marchio comunitario deve soddisfare due condizioni: potere essere riprodotto graficamente e essere atto a distinguere i prodotti o i servizi di un’impresa da quelli di altre imprese. Nell’Ue ci sono più di tre milioni di marchi registrati. Il marchio comunitario conferisce al suo titolare una protezione contro la riproduzione o l’imitazione su tutto il territorio della Ue. La registrazione, che costa da mille a duemila euro e che può essere richiesta direttamente all’Uami o agli uffici nazionali competenti (per l’Italia è l’Ufficio brevetti e marchi), può essere rinnovata ogni 10 anni.