Funziona il «Tutor» in autostrada mezzo educativo e di prevenzione

Obiettivo raggiunto: il Tutor si sta dimostrando un valido deterrente contro la guida pericolosa. Dopo 6 mesi dalla sua attivazione, il dispositivo di controllo della velocità media in autostrada, ha prodotto un risultato significativo. Autostrade per l’Italia e le associazioni dei consumatori, membri della Consulta per la sicurezza stradale (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), insieme con la Polizia stradale rilevano, infatti, che il tasso di mortalità sulla rete gestita dal gruppo guidato da Giovanni Castellucci si è ridotto di quasi il 40% nei tratti dove è attivo il Tutor.
Così viene infatti definito il nuovo «controllore» di velocità. Utilizzato sulle strade a partire dal 23 dicembre 2005, è realizzato nel rispetto delle più severe norme sulla tutela della privacy e sicurezza informatica. È importante sottolineare che le aree d’installazione del sistema sono state individuate in base al numero di incidenti e lo scopo è quello preventivo di creare un deterrente alle velocità più elevate. In particolare, nel semestre settembre 2006-febbraio 2007, gli incidenti sono calati del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre i feriti di quasi il 30 per cento. La funzione di prevenzione del sistema, segnalato su tutte le tratte con specifici cartelli, è evidente: in questi mesi si è assistito a una progressiva riduzione delle velocità media e una conseguente diminuzione delle contravvenzioni redatte dalla Polizia stradale. «Questo dato - ha detto Giovanni Castellucci, amministratore delegato del gruppo Autostrade - dimostra come con il sistema Tutor, da noi sviluppato e dato in gestione alla Polizia stradale, abbiamo imboccato la strada giusta per ridurre ulteriormente il tasso di mortalità sulla nostra rete. Ciò dopo che, grazie al forte impegno del gruppo Autostrade sul fronte della sicurezza, dal 1999 al 2006, la mortalità sulla nostra rete si è già ridotta di oltre il 50 per cento».
Da parte di Autostrade, secondo Michele La Fortezza, direttore del settore operativo della Polizia stradale, c’è il merito di creduto e investito su un’idea da tempo sostenuta da noi: quella che, a fronte di determinati comportamenti pericolosi per la sicurezza della circolazione, ripetuti e generalizzati, siano necessari controlli sistematici attuati attraverso la tecnologia da remoto. Tecnologia che non sostituisce ma affianca, supporta e amplifica i controlli delle pattuglie lungo l'autostrada. Controlli da remoto legittimati, peraltro, dalla riforma normativa del 2003 che anche il Tutor ci ha consentito di attuare».
«Il Tutor - ha commentato Carlo Rienzi, presidente del Codacons - non solo fotografa l’eccesso di velocità come metodo di guida ma induce gli automobilisti a modificare i propri comportamenti pericolosi. In questo senso non è solo un deterrente ma si sta rivelando anche uno strumento educativo e di prevenzione».
Sempre Rienzi ha sollecitato nelle scorse settimane l’installazione del Tutor in tutta Italia come deterrente al superamento dei limiti di velocità.