Funzionario troppo zelante vieta le croci sulle tombe

Il sindaco: «Solo un’interpretazione molto rigida del nuovo regolamento cimiteriale»

Michele Perla

Il funzionario comunale interpreta in maniera restrittiva il nuovo regolamento cimiteriale di Bollate, e i cittadini sono costretti a rinunciare alla croce sulle tombe. Limitazione che ha subito scatenato la protesta, tanto che la vicenda rischia di finire in consiglio con interrogazioni promosse dall’opposizione.
All’origine, il nuovo regolamento dei servizi cimiteriali approvato mesi fa. In esso si omogeneizzano i formati delle lapidi, la tipologia delle foto e persino i caratteri delle lettere. Oltre a ciò si vieta però di aggiungere alle tombe disegni e simboli vari. Purtroppo la dicitura «simboli vari» sarebbe stata interpretata male da qualche funzionario. Che ha pensato di dover negare il permesso ai parenti di alcuni defunti di aggiungere la croce alla lapide. Così, nel cimitero della frazione Cassina Nuova di Bollate, alcune sepolture sono rimaste «orfane» del simbolo cristiano.
La vicenda sta suscitando aspre polemiche in città, tanto che è dovuto intervenire il sindaco Carlo Stelluti, che guida una giunta di sinistra: «È una vicenda che mi lascia senza parole. Infatti, il nuovo regolamento cimiteriale se da un lato non consente di apporre simboli particolari sulle tombe, dall’altro non vieta assolutamente la posa di simboli religiosi. Per quale motivo dovremmo negare alla gente questa consuetudine che accomuna buona parte degli italiani? Se è accaduto qualche disguido, dovuto alla cattiva interpretazione delle nuove norme da parte di qualche impiegato, oltre a scusarmi con gli interessati provvederemo al più presto a porvi rimedio».
In effetti l’articolo 89 del nuovo regolamento recita chiaramente che «sono ammessi solo simboli ed epigrafi che si addicano al culto dei morti ed alla sacralità del luogo». Esclusi dunque disegni e sculture varie rappresentanti gli hobby del caro estinto, che poco si confacevano alla sacralità del posto.