Fuoco sotto la siepe di Macalli

Francesco Gambaro

I vicini di casa parlano semplicemente di una «ragazzata». Per il responsabile del «Centro servizi giardinaggio» si è trattato, invece, di un intervento di pulizia straordinaria. Di certo c’è che, nella notte tra lunedì e martedì scorso, qualcuno (non si sa ancora chi) ha cercato di appiccare un incendio in un giardino nella Pineta di Arenzano.
L’episodio non susciterebbe molto scalpore, se non fosse che nell’appartamento oltre la siepe interessata dal piccolo falò abita il presidente della Lega di serie C, il ragionier Mario Macalli, poco amato - si sa - dai genoani. Del rogo si è accorto per primo un vicino di casa, il signor Testa, che ha subito chiamato i vigilantes della Pineta e i carabinieri. Nella siepe sono stati rinvenuti fogli di carta bruciata, ritagli di giornale e del fogliame secco. Tracce inequivocabili di un rogo notturno innescato nel giardino che costeggia il viottolo, a due passi dalla spiaggia della Pineta. Proprio al di là della siepe dove Macalli possiede un piccolo appartamento. Ecco, la soluzione del rebus forse sta qui. L’uomo che a giugno voleva far radiare il Genoa dal calcio professionistico e che, a settembre, aveva indicato come campo neutro contro il Pizzighettone la «comoda» sede di Palermo o di Cagliari ai tifosi rossoblù suscita le stesse «simpatie» di Franco Carraro. Diventa inevitabile, quindi, «leggibile» in questa chiave l’episodio avvenuto dentro la Pineta, dove risiede del presidente della Lega di serie C. Sull’episodio ora stanno indagando i carabinieri di Arenzano. Racconta Mauro Cassinerio, responsabile del centro servizi pulizia e giardinaggio della Pineta, che «martedì mattina siamo stati chiamati dall’amministrazione per effettuare un intervento di pulizia straordinaria dopo il principio d’incendio innescato la sera prima. Ma alle 12 avevamo già finito».