«Fuori dal centro storico» Riparte la crociata contro i Suv nelle città

Brutti, sporchi e cattivi: riparte dal Veneto la crociata contro i Suv. Era dai tempi in cui sul nostro ambiente regnava il ministro verde Antonio Pecoraro Scanio che le grandi 4x4, viste da molti come simboli di ostentazione di potere e ricchezza, non erano prese così di mira. La proposta è dell’assessore all’Ambiente del Comune di Padova, l’ingegner Alessandro Zan: vietare l’accesso e la circolazione nel centro storico ai Suv, intesi come le autovetture con ruote di diametro superiore a 73 centimetri. Secondo Zan «non si tratta di una battaglia ideologica contro chi possiede macchine di grande cilindrata». E non c’entra neppure l’inquinamento. «Vogliamo tutelare il nostro centro storico da veicoli troppo invasivi. Specialmente sul ciottolato, la larghezza delle ruote e il peso di queste auto rischiano di compromettere il delicato equilibrio delle vie del centro».
Saranno anche buone, le intenzioni dell’assessore, ma intanto hanno fornito il pretesto alle associazioni ambientaliste per rispolverare uno dei loro cavalli di battaglia e lanciarsi a testa bassa contro i Suv. Secondo Lucio Passi, portavoce di Legambiente a Padova, «i Suv sono inquinanti, invasivi ed estremamente pericolosi sia per le altre automobili, berline e utilitarie, sia per i pedoni e i ciclisti». Dunque, «non dovrebbero circolare non solo nel centro storico, ma nell’intera città».
A Padova il dibattito si è infiammato, però, quando Stefano Pasini, medico e storico dell’auto, ha tentato di prendere le difese dei Suv tramite un’inserzione pubblicitaria a pagamento che l’edizione locale del Corriere della sera ha pubblicato, ma altri quotidiani, tra cui Il Mattino del gruppo «L’Espresso», hanno deciso di rimandare al mittente. Eppure nell’inserzione incriminata non si insultava né si offendeva nessuno. Pasini ha scritto solo a chiare lettere che quella contro i Suv è una battaglia ideologica: per «abbattere un simbolo del benessere», si parla a vanvera e si fa ricorso a «vere e proprie bugie», come quando si accusano questi veicoli di essere «responsabili di autentiche ecatombe stradali».
Per il rifiuto opposto alla pubblicazione della pagina pubblicitaria, esprime «meraviglia e preoccupazione» Loris Casadei, presidente dell’Unrae, che riunisce case automobilistiche straniere presenti in Italia, nonché di Porsche Italia, che ha sede proprio a Padova. «È da vetero-comunisti non accettare la discussione su queste cose. Noi vogliamo proprio lanciare un dibattito con la società civile, perché sui Suv siamo stufi di sentire luoghi comuni». Secondo Casadei, «è difficile dire che cosa siano oggi i Suv, perché il settore è in continua evoluzione. È certo, però, che il successo di questi veicoli si deve al fatto che vanno incontro meglio di altri alle esigenze delle famiglie e danno maggiore sicurezza. Al tempo stesso, sono molto visibili e costosi, e questa è la discriminante che li fa additare come capro espiatorio».
Tornando alla proposta dell’assessore Zan, Casadei esprime un giudizio netto: «A noi sembra una misura populistica, anche se non sappiamo cosa voglia veramente fare il Comune. Se il problema è il pavé, allora si vieti il centro a tutti i mezzi pesanti, anche quelli che fanno la pulizia della città. E lo stesso vale per il tema degli ingombri: se il centro di Padova non è adatto a vetture di certe dimensioni, il divieto deve essere istituito per tutte, non solo i Suv».
Una normativa simile a quella proposta per la città del Santo è in vigore dal 2003 a Firenze. Dove l’assessore alla Mobilità, Massimo Mattei, nega però che si tratti di una misura punitiva. «Non abbiamo alcuna prevenzione nei confronti di qualsiasi tipo di vettura, tant’è vero che abbiamo ospitato una manifestazione che si chiama “Viva l’Auto”, organizzata dai giornalisti della Uiga. Le ragioni del divieto di accesso al centro per le vetture con le ruote più grandi stanno solo nel fatto che farebbero fatica a viaggiare per il 30-40% delle strade. Si tratta di un provvedimento di buon senso».
Per inciso, il divieto in vigore a Firenze non fa distinzioni tra i Suv, mentre a Padova si pensa di vietare l’accesso solo ai veicoli dei non residenti. Neanche il pavé è uguale per tutti.