«Fuori i nostri figli dalla battaglia politica e no alla vendita delle t-shirt anti-ministro»

da Roma

«Quando mia figlia andava alla materna le facevano disegnare gli striscioni contro la riforma Moratti, adesso che è in quarta vogliono farle indossare le magliette contro la Gelmini: mi chiedo quale sia il modello educativo al quale queste insegnanti si ispirano».
La mamma si sfoga ma lontano dalle orecchie delle insegnanti e della preside della scuola romana Iqbal Masih, teatro della protesta antigovernativa. «Guardi io sono contraria al maestro unico, preferisco il team perché mi sembra funzioni bene. Però giudico inaccettabile coinvolgere dei bambini in una protesta chiaramente politica», spiega la mamma che chiede di restare anonima come tutti gli altri genitori contattati, spaventati all’idea di creare problemi ai loro figli. «Stamattina davanti a scuola gli stessi insegnanti vendevano a cinque euro magliette con la scritta «non ci rubate il futuro», racconta la signora. «Mi sono trovata in difficoltà di fronte a mia figlia che non sapeva se doveva o no comprare la maglietta e indossarla come stavano facendo altri bambini. Io le ho detto no, che doveva stare tranquilla perché nessuno poteva obbligarla a fare qualcosa senza il mio permesso. Però inevitabilmente questa mia decisione l’ha fatta sentire diversa da tutti gli altri».