Fuori onda a Genova: «intercettato» mentre critica il sindaco

Li beccano sempre. Quei microfoni, che restano inavvertitamente accesi quando non dovrebbero, hanno fatto negli anni fior di «vittime», svelando segreti e veleni della politica nostrana. L’altro giorno è successo nell’aula consiliare del Comune di Genova, dove il capogruppo del Pd Simone Farello, partito di maggioranza della sindaco Marta Vincenzi (nella foto), non ha usato parole da gentleman. E parlando all’orecchio (credeva lui) del segretario comunale Mariangela Danzì è piombato nelle case dei genovesi all’ora di cena attraverso gli schermi di Telenord, emittente genovese che seguiva in diretta i lavori del consiglio, dove si stavano eleggendo i tre revisori dei conti. I microfoni sono rimasti aperti quel tanto che è bastato. Ed è stato subito chiaro del perché il candidato indicato dalla Vincenzi, come prevede il regolamento, non è passato, lasciando il posto a un altro revisore che - sempre per Statuto - nemmeno sarebbe stato possibile eleggere, visto che aveva già fatto due mandati, ma che piaceva (per dispetto?) al Pd. Appena terminata la discussione che ha preceduto l’elezione, Farello dice al segretario generale Mariangela Danzì: «Vorrei che fosse chiaro che non ce l’ho con te». Mariangela Danzì risponde: «Lei (riferita al sindaco ndr) era in difficoltà». Il capogruppo del Pd ribatte: «Lei è in difficoltà se fa incazzare me... se mi fa incazzare il popolo poi non reggo più». Il riferimento è alla scelte amministrative (o non scelte) del sindaco che di certo non sono molto apprezzate dai genovesi. E se Farello ne esce così così, meglio va per la Vincenzi che ieri, lei sì, signora lo è stata. Glissando, quasi, fosse una birichinata, sullo sfogo del giovane collega di partito. Di questi tempi al Pd - deve aver pensato - c’è di peggio.