«Fuori programma» con Jannacci e la Nuti

Andrea Indini

Buio in sala. Silenzio. Nell’aria, l’attesa per qualcosa di grande e imminente. Poi, la calda voce di Vecchioni canta Bluemoon e su un telone montato sul palcoscenico scorrono tre minuti di immagini. Un bianco e nero di Jannacci, il volto pensoso di Milvia Marigliano, il sorriso beffardo di Vincenzo Cerami, le pose di Franca Nuti e Gian Carlo Dettori. Una kermesse di immagini che è, allo stesso tempo, storia e futuro del teatro italiano.
Pronto il cartellone per la stagione 2005-2006 del Teatro Filodrammatici. «Dopo trentacinque anni siamo ancora qui». Fuori programma (questo il nome della programmazione), ma sono ancora qui. «Rimandi, ritorni, incontri per una stagione teatrale fuori programma - spiega Emilio Russo, direttore del teatro - che si arrampica sulla cima delle passioni, ridiscende lungo il percorso della memoria, prova ad arrivare in fondo al cuore e al destino degli uomini». Dopo una stagione (quella 2004-2005), che chiude con oltre 40mila presenze, si prepara un anno di appuntamenti eccentrici e presenze del tutto particolari. Il primo appuntamento è previsto per il 21 settembre. Teatro è sembrato il titolo più efficace per lo spettacolo che vede Enzo Jannacci percorrere uno straordinario pianeta di parole e musica per ricostruire straordinari spaccati di vita. «In un mondo di gente così noiosa - spiega la regista Cristina Pezzoli - credo che diventi sempre più importante imparare ad ascoltare». Sulle note del grande artista milanese prendono forma vizi e virtù dell’Italia contemporanea.
«Addio mia cara. Perché i giochi dell’essere sono proibiti da ciò che dovendo essere è già stato», scrive Antonio Tabucchi. A lui si ispirano Il signor Tabucchi è desiderato al telefono (dal 6 al 16 ottobre) e Dialoghi mancati (dal 19 ottobre al 6 novembre). Amori, impegno, guerra: vivere e morire. Basta una telefonata per raccontare tutto. Se nel primo spettacolo Claudio Beccari mette in scena racconti di un’umanità composita che inciampa nei casi e negli equivoci dell’esistenza, nel secondo pensa al telefono un attore fallito, che interpreta il ruolo di Fernando Pessoa e sogna di confidare le sue angosce a Pirandello. In entrambi i casi, si tratta di una vera e propria provocazione. «Vogliamo far fare al pubblico il lavoro del pubblico - spiega Gian Carlo Dettori -, vogliamo che i nostri spettatori si muovano e comincino a giudicare quello che vivono». A partire dal teatro. Con lo stesso intento sono stati pensati Top dogs (dal 14 dicembre al 15 gennaio), scritto da Urs Widmer e diretto da Massimo Navone, e Volti (dal 28 febbraio al 12 marzo), dove Milvia Marigliano mette in musica le parole di Erri De Luca.
«Dopo trentacinque anni, abbiamo ancora la voglia e la forza di conquistare il nostro pubblico - afferma Antonio Sormani, presidente dell’Accademia dei Filodrammatici - e per quest’anno abbiamo pensato un programma davvero impegnato». Riprendono il testoriano I segreti di Milano, che quest’anno apre il capitolo «Diario anni Settanta», e il Woody Allen Café. Un accenno alla tragedia greca con le immortali Fedra ed Elettra. Novità anche tra gli abbonamenti. Per i più giovani è pensata la Carta Filofidaty (4 ingressi a 50 euro): riconsegnando la prima carta acquistata si avrà diritto alle successive con notevoli sconti. Una proposta anche negli orari: lo spettacolo del mercoledì slitta alle 19.30. Per ulteriori informazioni è possibile telefonare al numero 02-8693.659 o visitare il sito www.teatrofilodrammatici.it.