Fuorilegge l’87% dei depuratori

Su 190 controlli di scarichi di acque reflue l’87 per cento non è risultato conforme alle normative. L’ennesimo dato allarmante sullo stato di salute di mari e fiumi della nostra regione viene fuori dal monitoraggio continuo di Guardia di Finanza e Arpa Lazio, l’agenzia regionale per l’Ambiente con cui nel 2003 le Fiamme gialle hanno siglato un protocollo d’intesa per la salvaguardia dei corsi fluviali e degli scarichi in mare. Verifiche capillari che hanno riguardato sia gli aspetti propriamente ambientali che quelli di natura economico-finanziaria e amministrativa legati agli impianti di trattamento delle acque. Dei 190 depuratori controllati, dunque, quasi la totalità nelle cinque province è risultata fuorilegge. Il 13 per cento delle irregolarità riscontrate rientra nel penale. Per quanto riguarda le sanzioni amministrative invece, nel 50 per cento dei casi sono state applicate ai sensi della normativa sulle acque; nel 54 per cento per contravvenzione alla normativa sui rifiuti. Fra le altre irregolarità il superamento dei limiti tabellari allo scarico e, ben più grave, la gestione dell’impianto senza titolo autorizzativo. I proventi derivanti dalle sanzioni amministrative pecuniare, irrogate dalla regione Lazio e dalle amministrazioni provinciali, saranno versate alle entrate del bilancio degli enti pubblici locali, per essere destinate alla realizzazione di opere di risanamento e di riduzione dell’inquinamento delle acque, nonché all’esercizio di funzioni di controllo in materia ambientale.