"Fuorilegge le uova delle galline in gabbia"

"L’Italia rispetti il bando alle gabbie a batteria per le galline ovaiole". E' l’appello
rivolto dalla Lav al ministero della Salute, denunciando
come gran parte delle uova siano in realtà fuorilegge perché le galline vivono, in gabbia, in uno spazio inferiore a un foglio A4

Roma - L’Italia rispetti il bando alle gabbie a batteria per le galline ovaiole dal 2012. Questo l’appello rivolto dalla Lav con una protesta di fronte al ministero della Salute, denunciando come gran parte delle uova di gallina prodotte dai nuovi impianti in funzione in Italia dal febbraio del 2006 siano in realtà fuorilegge. "Eravamo una quindicina di persone a manifestare stamattina - ha spiegato Roberto Bennati, vicepresidente della Lav - mostrando un pezzo di una gabbia da batteria, dove le galline vivono in uno spazio inferiore ad un foglio A4". Secondo gli animalisti, nonostante la censura della Commissione Europea, nel nostro Paese sono "sistematicamente violati gli standard di arricchimento delle gabbie delle galline (nido, lettiera, dispositivi per accorciare le unghie) e la densità d’allevamento, con gravi conseguenze per il benessere di questi animali".

Di qui la campagna informativa che sarà nelle piazze delle principali città d’Italia sabato 8 e domenica 9 marzo, invitando i cittadini a firmare una petizione al nuovo Governo per confermare la data del primo gennaio 2012 per la messa al bando delle gabbie di batteria per le galline ovaiole, secondo quanto stabilito dalla Ue, norma ora rimessa in discussione. "In gioco c’è la vita di 50 milioni di galline - afferma Roberto Bennati, vicepresidente della Lav - gran parte delle quali sottoposte a un sistema d’allevamento intensivo tra i più crudeli. Gli italiani, che ogni anno acquistano più di 12 miliardi di uova, hanno il diritto di non acquistare uova di fatto fuorilegge. A loro chiediamo di venire ai nostri tavoli per firmare la petizione, di non acquistare uova con il codice '3' e di preferire le uova di galline allevate con sistemi alternativi alle gabbie (a terra, all’aperto o bio)".