Il Fuorisalone delle borse in pelle sbarca in corso Garibaldi

Le borse come il design. La fiera della pelletteria come il Salone del Mobile. Oltre al classico appuntamento con Fieramilano, il prossimo marzo (dal 4 al 7) anche Mipel avrà il suo FuoriSalone. Appuntamenti, aperitivi, eventi, ma anche la vendita speciale di borse e accessori in pelle a prezzi di produzione: tutto sarà concentrato nel temporary store Sidecar di corso Garibaldi. Dove, oltre che acquistare a prezzi molto convenienti si potrà fare anche beneficenza. Tutti i ricavati saranno devoluti alla Onlus Soleterre. Molti negozi e locali del centro invece offriranno pezzi scontati ed eventi speciali a chi è in possesso della tessera d’ingresso per la fiera.
Per marzo a Fieramilano sono attesi 400 espositori e oltre 20mila visitatori per scoprire tutte le tendenze del prossimo autunno inverno in fatto di borse. Pochette da portare in mano o sotto il braccio, shopping e bauletti a dimensioni ridotte. Colori acidi, tinte prese in prestito dal cioccolato, sfumature ispirate alla natura e colori caldi come il rosso e il ciliegia ispirati alla serie «Sex and The City». E ancora, griffe meno visibili, cerniere e borchie, pelli intrecciate o invecchiate, slavate o graffiate, materiali naturali o ecologici. Vernici in contrasto con pellami opachi per sottolineare i nuovi grafismi, pitoni lavorati, raso e pelli trattate come la canapa. Un lusso non urlato ma fatto di attenzione ai dettagli e di materiali di alta qualità. Borse preziose come le pochette finite a mano di Rodo - azienda tosco-marchigiana con più di 50 ani di storia alle spalle - ma anche pezzi più accessibili come quelli di Tosca Blu, Nannini e Brics. Marchi che coniugano la qualità del Made in Italy alla convenienza low cost (dai 18 ai 400 euro). Insomma proposte per tutte le tasche con le quali il Made in Italy vuole ribadire la propria identità e la propria forza. Innanzitutto per contrastare «il mercato parallelo dei falsi, che in Italia abbiamo stimato possa fatturare intorno ai 30 milioni di euro. Il doppio di quanto fatturano i marchi regolari», come spiega Giorgio Cannara, presidente dell'Associazione Pellettieri Italiani. Che crede fermamente in «una nuova spinta propulsiva delle esportazioni del settore pellettiero italiano, perché superato questo momento di difficoltà potremo tornare ad essere il vero motore del Made in Italy». E proprio il settore, nonostante la crisi, ha continuato quest’anno ad esportare prodotti: se il fatturato estero è sceso, a fine settembre registrava comunque ancora un più 2.9%. Mentre gli italiani nel 2008 hanno comprato il 6% in meno di borsette e il 25% in meno di valigie. Il settore comunque, ne è convinto il presidente Aimpes, «reagirà come ha sempre reagito in passato a situazioni di difficoltà».