IL FURBETTO DELL’UNIONE

Chi fa ricche donazioni - dice nei comizi - deve pagare le tasse. Lui ha fatto ai figli una donazione da 870mila euro e non ha pagato un centesimo di tasse. Come è possibile? Semplice: Romano Prodi ha sfruttato una legge approvata dal governo Berlusconi. Ma non una legge qualsiasi: no, proprio una di quelle leggi che l'Unione si propone di abrogare al più presto. Ma certo: a che serve ormai? La famiglia Prodi è sistemata. Il resto dell'Italia, pazienza: può beccarsi la stangata.
Sia chiaro: il Professore non ha fatto nulla di male. Da buon economista, ha solo fatto economia. E ha risparmiato un po' di quattrini. I figli hanno incassato l'eredità con anticipo e senza versare un soldo all'erario. Esattamente come qualche tempo fa la moglie Flavia aveva messo a posto i conti sfruttando la legge del condono. Tutto legittimo, tutto regolare. Solo una domanda: con che coraggio poi ci fanno la morale?
In altre parole: se Prodi non paga la tassa di successione, buon per lui. Ma perché la vuol far pagare a tutti noi? Se sua moglie sfrutta il condono, buon per lei. Ma perché poi in pubblico quella legge diventa per loro il simbolo del male? Diciamocelo: predicano bene, razzolano come tutti. Ora noi capiamo il bisogno di razzolare come tutti. È il predicare che ci dà fastidio. È un po' come il signor Della Valle: dice che è contento di contribuire con le tasse a uno Stato forte, ma intanto ha costruito una holding in Lussemburgo. O come l'ex ministro Visco: passa per grande moralizzatore, ma intanto è stato condannato per abuso edilizio a Pantelleria. Tu chiamale se vuoi, speculazioni: tutti bravi a fare i maestri. Ma avranno la licenza per insegnare?
Il fatto è che se tu vesti le Tod's e ti schieri con la sinistra ti perdonano di tutto. Anche le lezioni di morale non richieste. E un po' imbarazzanti. Prendiamo l'ultima, e ci scusiamo con voi se dobbiamo ancora parlare di Prodi. Ma in un'intervista all'Espresso l'ha detta grossa. Ha detto che quelli di Forza Italia sono dei fuorilegge. Proprio così: fuorilegge. Dice che una volta Forza Italia gli sembrava il partito di quelli che parcheggiano in seconda fila. Però adesso li ha conosciuti meglio e il divieto di sosta gli sembra poco: «Avevo indovinato lo spirito, ma non l'intensità della violazione delle leggi». Si capisce: chi vota Berlusconi viola per forza le leggi, e pure con intensità. Il Professore non precisa, ma non ci dovrebbero essere dubbi: un azzurro come minimo scippa gli anziani o spaccia ai bambini. Altro che venditori di Publitalia: è un partito di aspiranti Pacciani.
Provate a immaginare che cosa sarebbe successo se una frase così l'avesse detta Berlusconi. Beh, non è difficile: guardate cosa è successo con la faccenda dei cosiddetti. Da due giorni non si parla d'altro. E Prodi, badate bene, ha partecipato in pompa magna alla gara dell'indignato speciale per l'epiteto anatomico. Poi appena finito di scandalizzarsi, zac: eccolo che dà dei fuorilegge (e per la precisione anche degli incivili) agli avversari. Eppure scommettete che nessuno lo accuserà di essere un sovversivo? Scommettete che nessuno scomoderà Cicerone e il Devoto Oli per esprimere la propria riprovazione? Così va il mondo: i soloni della sinistra dicono una cosa, ne fanno un'altra e tutti applaudono lo stesso. Gli altri hanno un bel cercare di essere coerenti: rischiano pure di far la figura dei fessi. E possono solo consolarsi pensando che essere fessi è brutto, ma, nonostante tutto, è sempre meglio che essere coglioni.