Furia Ballardini: «Stampa in malafede»

Furia Ballardini alla vigilia del derby. L'allenatore romagnolo si presenta in sala stampa scuro in volto e con un ritaglio di giornale tra le mani. Nei giorni scorsi un quotidiano sportivo ha scritto che il cambio di panchina non ha portato benefici alla squadra rossoblù. Ballardini, forte del fatto che la sua media punti è molto più alta del suo predecessore, non l'ha presa bene, anzi si è proprio arrabbiato come succede ai buoni quando perdono le staffe. «Sono dispiaciuto perché la verità andrebbe sempre detta. Quando uno scrive su un giornale e dice il falso, allora i casi sono due: o non si è documentato ed è grave per chi fa questo mestiere, oppure è in mala fede».
Il tecnico smonta la teoria in base alla quale i risultati del Genoa non sarebbero migliorati dal suo arrivo: «Abbiamo una media di 1,7 punti a partita. Come si fa a dire che adesso la squadra va peggio di prima? Bisogna essere leali». Con Gasperini il Genoa aveva fatto 11 punti in 10 partite. La conferenza stampa pre derby diventa, quindi, un monologo del mister in difesa del suo lavoro. «Si ha sempre meno memoria e meno vergogna di quello che si fa e di quello che si dice - sottolinea Ballardini -. Se io faccio qualcosa di sbagliato, viste le mie origini provinciali, provo un po' di vergogna». L'allenatore difende a spada tratta l'operato del suo staff e dei suoi giocatori: «Da quando siamo arrivati non abbiamo mai avuto la possibilità di utilizzare i due capocannonieri del Genoa dello scorso anno, Palacio e Sculli. Provate a immaginare una qualunque squadra, dal Milan in giù, senza gli elementi che hanno segnato più gol». Insomma, aggiunge Ballardini, «questo gruppo ha fatto pienamente il suo dovere nonostante tutte le difficoltà dovute alle assenze». L'allenatore romagnolo porta ad esempio Eduardo «grande portiere e grande uomo», Rafinha «ottimo giocatore» e Toni che sta facendo bene. Infine rivendica quanto costruito finora nella sua carriera: «A Cagliari ho fatto 32 punti nel girone di ritorno, a Palermo 57 da subentrato, con la Lazio ho vinto una Supercoppa senza dieci giocatori. Il rispetto che chiedo per me e per i miei collaboratori è dovuto a quello che ho fatto negli ultimi anni».
Mister, e il derby? «Non conta tanto quello che si dice, ma quello che si farà sul campo. Ho la fortuna di allenare un gruppo di giocatori importanti e di persone serie. Con questo vi saluto e vi auguro buon Natale». Ballardini passa e chiude. Se la formazione anti Samp era già un mistero prima, figurarsi dopo che il tecnico non ha voluto rispondere alle domande sulla stracittadina. Senza contare che il Genoa questa settimana si è sempre allenato a porte chiuse, tranne mercoledì quando i cancelli sono stati aperti per consentire ai tifosi di sistemare uno striscione di incitamento alla squadra.
I dubbi riguardano la presenza o meno di Veloso nell'undici iniziale come trequartista. Alla fine però Ballardini potrebbe scegliere il 4-4-2 e rilanciare Kaladze: Eduardo, Mesto (Chico), Ranocchia, Dainelli, Kaladze, Rafinha, Milanetto, Rossi, Criscito, Toni e Rudolf. L'attaccante ungherese sembra in vantaggio su Palladino, mentre Chico ha qualche possibilità di partire dall'inizio. Tra i 22 convocati non ci sono Tomovic e Zuculini, ma Boakye e Perin.