«Furono gli inventori dell’architettura monumentale»

Eleonora Barbieri

da Milano

«È sicuramente una scoperta sensazionale per l’ampiezza della ricerca e per il numero di templi ritrovati, anche se, in realtà, non si può parlare di una vera e propria nuova civiltà. L’esistenza di società complesse nel centro Europa intorno al sesto millennio a.C. era infatti già nota». C’è entusiasmo ma anche cautela nelle parole di Marco Tremari, collaboratore della Soprintendenza archeologica della Liguria.
Si può parlare di una rivoluzione?
«Si tratta di un arricchimento notevole. Ma la scoperta è credibilissima, proprio perché, in realtà, non rivoluziona nulla. Nell’Europa occidentale sono già state rinvenute tracce di civiltà complesse risalenti al 6000-5500 a.C. Tale ritrovamento sarà sicuramente una fonte ricchissima di informazioni su queste popolazioni, grazie al numero di templi scoperti. Resti così evidenti erano meno noti nell’area di queste nuove ricerche, mentre erano già conosciuti in Germania occidentale e in Francia».
Che informazioni abbiamo su questa civiltà sconosciuta?
«Non possiamo darle un nome, perché non ha lasciato fonti scritte con cui identificarla. Sappiamo che, intorno al sesto millennio a.C., la zona centrale del continente è stata interessata da una colonizzazione neolitica giunta dal Vicino Oriente attraverso l’Anatolia. Le prime tracce sono abitazioni di grandi dimensioni, costruite in legno».
Si parla del ritrovamento di edifici davvero colossali per l’epoca, il 4800 a.C.
«Resti di architettura monumentale, precedenti a Stonehenge e alle piramidi, sono già i dolmen e i megaliti sulle coste atlantiche di Spagna e Portogallo, datati intorno al sesto millennio a.C.».
Che cosa si indica con l’espressione «architettura monumentale»?
«È importante intendersi sull’uso di questo termine. Nel Vicino Oriente c’era maggiore disponibilità di pietra. Perciò i resti delle costruzioni sono molto evidenti. L’Europa centrale e settentrionale, invece, era zona di boschi e foreste. Il materiale utilizzato era quindi generalmente il legno, che lascia segni meno visibili sul terreno, le cosiddette «tracce negative» dei buchi di palo».
Vi sono altre testimonianze in Europa?
«Anche in Francia e Germania sono state scoperte tombe monumentali, riconducibili al 5000 a.C. Per quanto riguarda le recenti scoperte, possiamo supporre si tratti della stessa civiltà che, contemporaneamente, si sviluppava sulle coste spagnole e portoghesi».