Fursa

Questo santo irlandese del VII secolo nei documenti è chiamato anche Fursay o Fursu, a volte Fursae. Era originario dell’isoletta di Inchiquin sulla costa occidentale o di Lough Corrib, nella contea di Galway. Di condizione agiata, forse patrizia, partì per il continente per ricevere un'educazione adeguata, poi fece ritorno in Irlanda e fondò un monastero a Rathmat (nome, questo, probabilmente inventato da una tradizione successiva, come non manca di sottolineare Alban Butler). Fursa trascorse gli anni seguenti come predicatore itinerante. Infine, con i confratelli s. Foillan e s. Ultan, andò a stabilirsi nell’Anglia orientale. Qui il re Sigisberto (poi venerato come santo) accolse i monaci irlandesi e concesse loro una vecchia fortezza, Cnobheresburg nel Suffolk, perché ne facessero il loro monastero. Era l’anno 630 e i tre monaci si diedero a riattare le mura semidiroccate per cavarne celle, chiesa e refettorio. Nei dieci anni che seguirono il monastero si riempì di monaci ma il re benefattore, Sigisberto, cadde ucciso in battaglia contro il pagano Penda di Mercia. Fursa e i suoi decisero che era tempo di emigrare e verso il 644 si trasferirono in Gallia, dove vennero accolti con grande onore dal re Clodoveo II. Il governatore della Neustria, Ercinoaldo, fece di più e donò loro un appezzamento di terra a Lagny-sur-Marne perché ci costruissero il loro monastero. Fursa morì verso il 650 a Mezerolles, nella regione della Somme, mentre si trovava in viaggio. Si dice che il suo sarcofago sia stato costruito dal celebre s. Eligio di Noyon, patrono degli orafi e dei mastri ferrai.