Furti e rapine, boom in provincia Un reato su tre opera di clandestini

Niente lucchetti da forzare: per varcare il cancello della tenuta gli è bastata una spinta. Niente allarmi o cani da guardia da evitare sul sentiero. Gli unici ostacoli da superare, una persiana e una zanzariera. Forse proprio la facilità con cui è riuscito a intrufolarsi nella villa ha galvanizzato l’uomo, convincendolo a non accontentarsi delle chiavi della Mercedes e del portafoglio trovati al piano terra. Così ha deciso di salire le scale e di entrare nella camera da letto. Qui ha trovato la morte, per mano del padrone di casa.
Probabilmente se Loci Prenge non si fosse avventurato al piano di sopra, il colpo nella villa di Simone Barontini, 47enne imprenditore di Fucecchio, paese da cartolina a 45 chilometri da Firenze, avrebbe solo ingrossato uno dei tanti fascicoli sulle rapine in casa che le procure italiane aggiornano a cadenza quotidiana; perché quello che fino a pochi anni fa era il delitto tipico del ricco nord, trevigiano e bergamasca in testa, ora è comune in molte aree italiane. Causa diretta di ciò l’aumento dell’immigrazione clandestina (più 100% nel 2007). Sono i numeri del Viminale a dirlo: ogni volta che viene commesso un omicidio, o una violenza sessuale, o una rapina in casa, c’è una possibilità del 38% che l’autore sia un irregolare. Tanto fa anche il lassismo della giustizia; anche Prenge per esempio era clandestino, e aveva precedenti specifici per furto e rapina. Nel 2005 gli era stato notificato un ordine di espulsione. Ordine bellamente ignorato. Ora con la creazione di dieci nuovi Cpt (anzi, Cei: centro per l’identificazione e l’espulsione) forse casi del genere non si ripeteranno. Ecco quindi spiegati gli aumenti di furti e rapine in casa in provincie fino a poco tempo fa considerate tranquille come Bologna, teatro nel 2006 di 4.449 furti in casa, che danno al capoluogo emiliano il record nazionale di 468 furti ogni 100mila abitanti. Seguono altre provincie certo non famose come aree a rischio come Pavia (466), Asti (449) e Savona (439). E il bergamasco, patria per antonomasia dei colpi villa? Si ferma al ventesimo posto, con «soli» 314 furti in casa ogni 100mila abitanti.
Sul fronte delle rapine la criminalità ha da tempo abbandonato le metropoli del nord come terreno di caccia preferito: ai primi posti troviamo infatti le provincie di Caserta e Catania, con 245,52 e 179,05 rapine ogni 100mila abitanti rispettivamente. Nella top ten ritroviamo ancora Bologna (94,96) e aree come Prato (79,59), Rimini (112,44) e Pescara (71,95).