Furti nelle abitazioni, attenzione ai «geroglifici»

da Catanzaro

Una tavola sinottica con i segni nella colonna di sinistra e il loro significato nella colonna di destra.
Un vero e proprio codice semiotico, una sorta di vademecum ma per ladri, quello che ha diffuso la questura di Catanzaro per scoprire gli «untori» del furto con scasso- probabilmente un nucleo Rom radicatosi nel territorio provinciale- che tracciano segni sui portoni, sui citofoni o lì vicino per dare indicazioni su come e quando entrarvi ai loro complici. Non è novità, da nord a sud del paese da anni, soprattutto nei periodi di festa e in quelli delle vacanze estive, vicino a cancelli e porte di case compaiono, in punti strategici e seminascosti, strani «geroglifici». Segnali in codice per i topi d’appartamento che così sanno come e dove muoversi. E soprattutto cosa andare a cercare.
Per esempio, un rombo significa casa disabitata; la C vuol dire che c'è parecchio da rubare e il triangolo rappresenta una donna che vive da sola. Poi ci sono le lettere (maiuscole) che indicano i momenti della giornata in cui i padroni di casa non ci sono e quelle che avvertono la presenza di cani o dispositivi d'allarme.
Il cerchio, invece, significa che nell'appartamento abitano degli «amici» e quindi non bisogna assolutamente toccarli.
«Questi simboli- ha avvertito il questore di Catanzaro, Romolo Panico- si stanno diffondendo sempre di più nelle zone della città e anche in qualche comune vicino. «Attenti alle persone che vi chiedono informazioni sulla vostra vita privata senza un apparente perché», ha spiegato il questore, il quale ha raccomandato ai cittadini, specie ora che arriva l'estate e le case si svuotano, di prendere precauzioni: avvertire un vicino che si va via per qualche giorno, oppure lasciare luci accese in casa».
Un fenomeno di certo non solo calabrese. Lo stesso avviene nel resto d’Italia, soprattutto nelle zone di transito e di dimora degli zingari. A seconda delle lingue e delle etnie delle bande di ladri d’appartamento possono cambiare i «codici» di segnalazione. Non è raro trovare graffiti sugli intonaci esterni, e sui citofoni o disegnetti a matita accanto alle porte che riproducono spirali, emicicli, anelli attaccati, scale di triangoli e quant’altro ancora. Ciascuno col suo preciso significato. Sembra che l’alfabeto degli scassinatori, almeno quello più conosciuto da polizia e carabinieri, comprenda almeno ventidue simboli. Ma non spaventatevi troppo. Capita anche che i marchi vengano tracciati nelle zone considerate buone per andare a chiedere l’elemosina. Basterebbe saperli decriptare.