Furti di rame, ormai è una vera «escalation»

Acea e Trambus prese di mira dalle bande di romeni

L’oro rosso, il rame è il metallo più ambito degli ultimi tempi. Il valore sul mercato europeo di ben 8mila euro la tonnellata e la scarsa reperibilità, tra i motivi che hanno causato i numerosi furti degli ultimi giorni. È di ieri l’arresto di altri sette romeni che tentavano di rubare 100 chili di rame in un deposito della Trambus. Vittime dell’ennesimo furto di trecce di rame dai binari sono stati i pendolari della linea ferroviaria Roma-Velletri, in attesa per oltre un’ora prima che la linea fosse ripristinata.
Negli ultimi mesi i romeni hanno raddoppiato il numero di furti del prezioso metallo, prendendo di mira cantieri edili, depositi e le stazioni ferroviarie più affollate. Per quanto il fenomeno sia difficile da arginare, le forze dell’ordine hanno fatto di tutto per bloccare questa nuova piaga. Sono infatti raddoppiati anche gli arresti e i controlli. Finora, sono state recuperate tonnellate di rame e le stime sono piuttosto rilevanti. A gennaio sono state arrestate 17 persone, di cui 15 romeni. I carabinieri hanno sequestrato una tonnellata di rame accuratamente disposto in matasse, cavi e trecce. Tutto il 2006 ha visto il recupero di almeno cinque quintali di metallo e sono state assicurate alla giustizia circa 200 persone. Il fenomeno ha raggiunto una tale diffusione che le forze dell’ordine hanno avuto bisogno del supporto di alcune task force della Polfer (polizia ferroviaria). Un fenomeno, questo, in via di sviluppo anche grazie a un mercato fervido che si estende dal nostro paese fino in Cina. Il mercato illegale cinese, infatti, è tra i più importanti. Il rame giunge sulle coste orientali nascosto in navi commerciali.
Il rame è un metallo prezioso soprattutto per il largo uso che se ne fa, in particolar modo nei trasporti su rotaia. Purtroppo, a pagare il prezzo più alto sono gli utenti dei treni. Alcuni mesi fa è stato scoperto e sventato un traffico di rame per smerciare materiale rubato dalla nuova linea ad alta velocità Roma-Napoli. L’operazione, chiamata Cuprum, ha portato a cinque arresti, 17 denunce e al sequestro di 175 tonnellate per un valore di oltre un milione di euro. A Roma, nel mirino sono soprattutto l’Acea e la Trambus.
Mentre l’Acea ha subito furti per circa 40 chilometri di filo di rame destinato all’illuminazione pubblica, la Trambus è preoccupata per le bobine di rame che si trovano nel sottosuolo e sono difficilmente controllabili. «Abbiamo intensificato i meccanismi di controllo e aumentato il personale di vigilanza», è quanto dicono i responsabili dell’azienda. L’obiettivo degli investigatori è quello di arrivare ai ricettatori. Solo così potranno estirpare il fenomeno alla radice. Uno dei metodi preventivi è quello di disincentivare gli acquirenti agli acquisti di dubbia provenienza.