Furti di rame, saccheggiate 700 tombe

Oltre Buscate, Bienate e Mesero colpito nuovamente Inveruno

Cimiteri devastati, croci tagliate, monumenti funebri divelti e oggetti in rame spariti. La banda dell’oro rosso che da tempo sta depredando i camposanti dell’Altomilanese, nei giorni scorsi è tornata a colpire. Con razzie mai viste prima. A Buscate, Mesero, Bienate e ancora a Inveruno, sono stati circa 700, a danno di tombe e loculi, i furti messi a segno di notte; bottino: portafiori, vasi e oggetti vari. Furti sacrileghi che hanno passato il segno.
«Quanto sta accadendo ormai da tempo è vergognoso – si lamenta la gente –; bisogna fermare questo stillicidio, che offende soprattutto i nostri sentimenti più cari».
Le razzie, secondo i primi accertamenti sarebbero opera della stessa banda, probabilmente composta da extracomunitari provenienti dall’Est. E se alcuni sindaci si sono già rivolti alla Procura, le amministrazioni stanno correndo ai ripari. Chi con specifiche telecamere, chi affidando il controllo del cimitero a istituti di vigilanza privata.
Sconfortante il bollettino dei danni: nel cimitero di Inveruno i ladri sono entrati per ben due volte consecutive nell’arco di pochi giorni, completando l’opera lasciata a metà e razziando circa 200 tombe. A Bienate il bottino ammonta ad un centinaio fra vasi e portafiori in rame. Più ricco invece il raid a Mesero, simile a quello di Inveruno, così come a Buscate dove oltre ai vasi, dalle tombe sono state divelte perfino alcune croci in bronzo. E mentre monta lo sdegno in tutta la zona, molte vittime dei furti hanno preferito non rischiare ulteriormente, sostituendo vasi e portafiori in rame con altrettanti oggetti, però in plastica.