Il furto Barone della cultura diventa Arsenio Lupin e ruba dal Louvre dei libri 150 pagine antichissime

Non c’è stato bisogno del professor Henry Walton Jones jr, detto Indiana, per mettergli le mani addosso. È bastata una videocamera, un paio di detective privati e la spiata di un fanatico di libri antichi. Anche il professor Farhad Hakimzadeh, 60 anni, accademico illustre, iraniano di passaporto statunitense, intellettuale ricchissimo fuggito dal suo Paese ai tempi dello Scià, scavava come l’abate Faria. Nella British Library di Londra, mausoleo di libri sacri e antichissimi, con un taglierino sottilissimo, quasi invisibile. E operava con la precisione di un chirurgo. Asportando illustrazioni, pagine, mappe, quasi tutte nate tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo, di valore nemmeno calcolabile, per farne cosa è ancora tutto da scoprire. Ad accorgersene è stato un altro maniaco di antichità. Dando un occhio a un testo del 1626 di Sir Thomas Herbert si è accorto, ma ci voleva l’occhio dell’esperto, che alcune pagine non c’erano più. Ha avvisato la British che ha prima incaricato una specie di Csi di verificare quante vittime avesse fatto il serial killer di pagine antiche e poi incaricato una task force di Sherlock Holmes per scovare il colpevole. Controllando i nomi di chi aveva preso in mano le opere sono arrivati senza fare troppa fatica a un nome solo. E si sono messi a spiarlo. Quando la polizia è entrata in casa sua, nel centro di Londra dove vive con la moglie, con un mandato di perquisizione i dubbi sono spariti. Ai magistrati che ora indagano su di lui il professor Hakimzadeh ha confessato il furto di 14 mappe e 10 illustrazioni, che è più o meno quello che gli hanno trovato in casa i poliziotti. Ma non è così. Degli 842 libri che il prof ha preso in mano almeno 150 erano stati mutilati. E di quel che c’era non c’è più niente. «Sono cimeli storici che sono stati danneggiati in maniera irreversibile per l’eternità - spiega furibondo Kristian Jensen responsabile della British -. Quello che mi fa andare fuori dai gangheri è che a combinare questo disastro è un uomo ricco da pazzi che ha distrutto qualcosa che appartiene a tutti». Per il momento hanno valutato il danno in 400mila sterline, più o meno 600mila euro, il frutto di sette anni di scavi. Ma ora c’è chi sì, forse, ha capito come ha fatto il tipo a diventare così ricco...