Furto negli uffici dell Comune, la denuncia sepolta in Procura dagli arretrati

L'intrusione nelle stanze dell'assessorato all'Arredo urbano risale ai primi di gennaio, ma la notrizia di reato non è stata ancora registrata. Le segnalazioni a carico di ignoti ancora da valutare sfiorano il mezzo milione

Il furto, ormai, risale a più di un mese fa. Era il 4 gennaio, quando - aprendo gli uffici dell'assessorato all'Arredo urbano, dopo le festività di fine anno - era stata scoperta l'intrusione dei ladri. A più di un mese di distanza, la denuncia per quell'effrazione non è stata nemmeno registrata dalla Procura. Sepolta sotto gli arrestrati. Il procuratore aggiunto Alberto Nobili, magistrato serio ed efficiente, aspetta ancora che il Re.Ge. (il registro generale dove vengono iscritte tutte le notizie di reato) si aggiorni alla voce «furti contro ignoti». Perché di questo si tratta. La denuncia della visita notturna dei ladri nella stenza di palazzo Marino, infatti, non è a carico di soggetti noti, e come tale segue la trafile (lunga) delle migliaia di querele che affollano il tribunale. Le cause sono sempre le stesse. Da un lato, il gran numero di segnalazioni che arrivano in Procura. dall'altro, l'ormai cronica carenza di organico, che a palazzo di Giustizia rasenta il 30. L'ultimo allarme era stato lanciato un paio di mesi fa dal dirigente degli uffici amministrativi. In una lettera inviata ai capi di quei dipartimenti più indifficoltà con gli arretrati, veniva segnalata una nuova situazione di emergenza. Circa 5mila notizie di reato ferme sulle scrivanie dei pme in attesa di essere finalmente prese in considerazione, a cui andavano aggiunte quasi 10mila richieste di archiviazione ancora da valutare. Ma quei 15mila fascicoli sono solo la punta dell'iceberg. Perché all'ufficio Re.Ge. la situazione sfiora la paralisi. Solo alla voce «furti commessi da ignoti» (duinque, incluso il caso di palazzo Marino, si contavano più di 300mila denunce arretrate (a cui siaggiungono altri 15mila fascicoli a carico di soggetti noti) in attesa che una mano volenterosa le inserissse nel «cervellone» del palazzo. Ma in totale, la quota di fascicoli giacenti sfonda il mezzo milione. In altre parole, si rischia che le indagini nemmeno comincino.