Fusione Aem-Asm: trattativa incagliata

Oggi il cda milanese non ne discuterà Domani si terrà un nuovo vertice dei sindaci

da Milano

Questa mattina si riunisce il cda di Aem Milano per esaminare il budget 2007, mentre sembra escluso che possa essere affrontata anche la questione dell’incorporazione dell’Amsa o della possibile fusione con Asm Brescia: un segnale che la trattativa tra Milano e Brescia si è arenata e anche che il management di Aem è stato tagliato fuori dalla trattativa, ha detto al Giornale una fonte finanziaria vicina alla vicenda. E intanto il vertice programmato per domani a Milano tra il sindaco del capoluogo lombardo, Letizia Moratti, e quello di Brescia, Paolo Corsini, sarebbe fortemente a rischio di concludersi nuovamente con un risultato interlocutorio.
I problemi sono sempre gli stessi: la parità tra i Comuni di Milano e Brescia nella nuova società, e la quota che dovranno detenere congiuntamente, se il 29 o il 51 per cento. La prima soluzione è quella indicata dalla Moratti (che ha difficoltà a far «risalire» il Comune nell’azionariato Aem), la seconda è posta come condizione da Corsini che vuole evitare qualsiasi rischio di scalata. Il fatto è che di Corsini e del presidente di Asm, Renzo Capra, si dice che non si amino, ma che collaborino; nel caso della Moratti e del presidente di Aem, Giuliano Zuccoli, sembra che il sindaco abbia deciso di far tutto da solo, esercitando peraltro legittimamente il suo ruolo di primo azionista. Ma intanto la trattativa avanza sempre più a fatica. Al punto che le fonti finanziarie citate non escludono la possibilità che la fusione tra Milano e Brescia possa saltare: «Se non la si fa bene, è meglio non farla». E, nella tenaglia dello scollamento Moratti-Zuccoli e dei contrasti Milano-Brescia, della possibilità di fallimento si parla ormai apertamente.
Sotto accusa è anche il modo con cui Brescia sta conducendo la partita: i titoli delle due società hanno risentito positivamente delle prospettive aperte dalla trattativa (anche ieri hanno guadagnato terreno dopo che si è saputo del vertice programmato tra i sindaci), ma i milanesi accusano i bresciani di aver gestito fin «troppo» bene l’ascesa del loro titolo, snaturando l’equilibrio nei rapporti tra i due gruppi. Schermaglie inevitabili in una discussione in cui è in palio la nascita di una società da 8 miliardi di euro di capitalizzazione che potrebbe essere un polo per future aggregazioni, prima di tutte quella con Enìa.
Dal vertice di domani si potrà capire che direzione potrà prendere tutta la vicenda, anche se difficilmente sarà conclusivo, in una direzione o nell’altra.