«La fusione non si vede ancora: molti scontenti bussano da noi»

RomaMinistro Calderoli ci siamo. Sembra proprio che il Pdl stia arrivando...
«Evviva...».
È contento?
«Contento mi pare troppo. Diciamo che si semplifica il sistema e che anche per noi le cose saranno più facili. Nonostante il simbolo unico, infatti, gli interlocutori della Lega sono sempre rimasti due».
Sta dicendo che fino ad oggi si sono comportati come fossero due partiti?
«Sì e con qualche complicazione».
Per esempio sulle candidature amministrative...
«Prima c’è il tavolo Fi-An, poi c’è quello Fi-An-Lega e alla fine pure uno Pdl-Lega. Tutto un po’ confuso. D’altra parte il progetto è ambizioso e sul territorio la fusione ancora non c’è».
Perché lo dice?
«Perché molti, sia di Forza Italia che di An, rifiutano il Pdl e vengono a bussare alla nostra porta. C’è chi ha ancora bisogno di metabolizzare».
Dice «progetto ambizioso» perché ha dei dubbi che alla fine si realizzerà?
«Lo dico perché è la verità. Ma tanto più le cose sono complicate tanto più a Berlusconi riescono».
La competizione tra Pdl e Lega c’è da tempo ma è rimasta sottotraccia fino al congresso di An. Alemanno e Gasparri parlano di «concorrenza leale».
«Sono contento. Anche perché a volte abbiamo avuto l’impressione che la nostra carica e le nostre iniziative dessero fastidio».
Non teme che una parte del Pdl punti su un elettorato che oggi vota per voi?
«Se la competizione è leale no».
Forse è An che teme di lasciarvi campo aperto su questioni chiave come la sicurezza?
«Allora lavorino come facciamo noi, tenendo la barra dritta e senza abdicare alle proprie idee. È per la coerenza che gli elettori ti premiano».
Traducendo?
«An deve stare attenta a spostarsi troppo verso sinistra».
Che poi è la preoccupazione di Alemanno...
«Mi pare legittima. Anche se credo che all’interno del Pdl possano convivere delle differenziazioni».
In che modo?
«Sui temi etici, per esempio, è già successo».
Spesso si è letto di un rapporto privilegiato Forza Italia-Lega a discapito di An. Ora che fine fa l’asse del Nord?
«Guardi, con Fini ho un ottimo rapporto e ci sentiamo spesso. Lo stesso vale per Alemanno».
Che però ha posto la questione Lega...
«Capisco la delicatezza di un momento congressuale. Ma io penso al progetto complessivo, al federalismo fiscale e alle riforme istituzionali che faremo nei prossimi anni. Le dichiarazioni della domenica le lascio ad altri. C’è chi lavora per l’orto e chi per l’interesse di tutti».
Quando è che Berlusconi ha smesso di chiedervi di entrare nel Pdl?
«Aveva insistito tra fine 2007 e inizio 2008».
Dice la Mussolini: approvato il federalismo Alberto da Giussano ha esaurito il suo compito, la Lega entrerà nel Pdl.
«L’Alberto sta bene dove sta. Entrare nel Pdl sarebbe contronatura per la Lega e contro il buon senso per il Pdl. Noi attraiamo voti di centrosinistra che a Berlusconi e Fini non andranno mai».
Alle amministrative il Carroccio correrà anche al Centro e al Sud?
«Penso proprio di sì».
Nel Pdl non saranno contenti. Con pochi simboli sulla scheda rischiate di catalizzare molti voti...
«Non mi pare che loro abbiano deciso di non presentarsi al Nord».
È un auspicio?
«L’equazione perfetta sarebbe quella della Bavaria tra Cdu e Csu. Il punto d’arrivo è questo».
Allora hanno ragione a temervi?
«Il fatto che al Centro e al Sud ci sia gente che chiede di noi dovrebbe indurre una riflessione anche negli alleati. D’altra parte, anche Berlusconi ha detto che il Pdl dovrebbe prendere esempio dalla Lega e battere il territorio come ogni sabato e domenica fanno i nostri dirigenti, dai ministri all’ultimo dei consiglieri comunali».
È vero che Bossi ha consigliato al premier di investire della questione Brancher?
«Aldo conosce i nostri segreti, è un’ipotesi che non sottovaluterei».
Nessun timore che ve li possa carpire i segreti?
«Ma le imitazioni non sono mai come l’originale».