Fusione Suez-Gdf, cessione in vista per le centrali belghe

In vendita finirebbero gli impianti nucleari. Enel tra i pretendenti. Continuano le trattative sui diritti speciali del governo di Bruxelles

da Milano

Le autorità francesi e belghe, così come i gruppi Suez e Gaz-de-France, continuano a discutere dell’ipotesi di una «golden share» belga per il gruppo che nascerà dalla fusione tra le due società energetiche. È quanto ha annunciato Olivier Charon, portavoce del ministro belga dell’Economia, Marc Verwilghen, secondo cui «sono ancora in corso negoziati su questo argomento». Le autorità belghe rifiutano però di entrare nel dettaglio delle condizioni allo studio.
Lo Stato belga già dispone di «golden share» in tre controllate di Suez: Distrigaz, attivo nella distribuzione, Fluxys, che opera nel trasporto, e Synatom, l’organo incaricato della supervisione dello smantellamento delle centrali nucleari belghe. In tutti e tre i casi, i diritti speciali detenuti dal governo belga gli consentono di opporsi alle decisioni contrarie agli interessi nazionali. Inoltre, secondo il quotidiano francese Le Figaro, il Belgio non lascerà passare l’occasione della fusione tra Suez e Gdf senza riportare più concorrenza sul mercato belga dell’energia e del nucleare in particolare. Il quotidiano ha scritto infatti che «Suez, il gruppo guidato da Gerard Mestrallet, potrebbe essere costretta a cedere una parte delle centrali nucleari di Electrabel. In questo caso tra i pretendenti figura anche il gruppo italiano Enel. Le Figaro ricorda che, attraverso Electrabel, Suez gestisce due centrali e sette reattori nucleari, il che rappresenta un po’ di più del 50% delle capacità elettriche di Suez in Belgio.
La legge di privatizzazione di Gdf deve consentire allo Stato di scendere dall’80% al 34% del capitale del gruppo, aprendo la via alla fusione con Suez. Il ministro francese dell’Economia, Thierry Breton, aveva specificato all’inizio di settembre che questo 34% sarà una «minoranza di blocco» e che lo Stato avrà una «golden share» che gli consentirà di opporre un veto su tre asset, ossia le reti di trasporto, i terminali del metano e gli stoccaggi. All’inizio di settembre la Commissione europea, contraria per principio ai diritti speciali conferiti dalla golden share, ha fatto sapere che allo stato attuale il progetto francese non è contrario al diritto comunitario. Intanto oggi i sindacati francesi scenderanno in piazza a Parigi contro la privatizzazione. La protesta indetta da Cgt, Fnem Fo, Cfe-Cgc, Cftc, Unsa e Sud Energie si svolge proprio nel giorno in cui i deputati sono chiamati ad approvare il progetto di legge sull’energia che permetterà la fusione tra i due giganti d’Oltralpe.