Fusioni cross-border in forte crescita

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Da ottobre 2004 a marzo 2005 le acquisizioni transfrontaliere tra Paesi diversi in Europa sono salite a 143, sopravanzando le integrazioni (133) avvenute entro i confini di un singolo Stato. È la fotografia scattata dal rapporto semestrale FinMonitor su fusioni e aggregazioni tra gli intermediari finanziari in Europa, presentato ieri all’Università Bocconi di Milano. Dall’inizio del 2002, si legge nel rapporto, ogni tre mesi si sono registrate, in media, 58 acquisizioni transfrontaliere contro 74 operazioni domestiche. E di queste operazioni (dal 2002 fino al 31 marzo) solo il 40% ha riguardato un acquirente e un’acquisita appartenenti entrambi alla tradizionale Ue a 15 membri. L’osservatorio mette anche in luce una predominanza di operazioni effettuate dal Regno Unito a cui da solo fa capo quasi il 40% delle acquisizioni dei cinque Paesi presi in esame: Italia (13%), Francia (18%), Germania (20%), Uk (39%) e Spagna (10%). Il report evidenzia inoltre quali sono i fattori che spesso si intravedono alla base delle operazioni di processi di integrazione.