Fusioni, rivoluzione Ue

Pronte le nuove regole di Bruxelles: «Meno poteri ai supervisori nazionali»

da Milano

La Commissione europea è pronta a modificare la direttiva bancaria comunitaria con l'obiettivo di evitare una volta per tutte tentazioni protezionistiche da parte degli Stati membri. Già la settimana prossima, l'esecutivo Ue dovrebbe adottare una proposta per modificare l’attuale legislazione. Confermando un'anticipazione pubblicata ieri dal Financial Times, il portavoce del commissario al Mercato interno, Charlie McCreevy, ha affermato: «Siamo pronti a presentare una proposta per cambiare la direttiva bancaria. Vogliamo assicurare che il ruolo dei supervisori nazionali sia definito in modo migliore e più chiaramente».
L'obiettivo è soprattutto quello di modificare l'articolo 16 della direttiva, secondo cui le autorità di supervisione nazionali in questo settore possono bloccare una proposta di fusione o di acquisizione su base prudenziale. Limitando i poteri dei supervisori nazionali nelle fusioni bancarie transnazionali, Bruxelles vuole evitare che si ripeta la dura battaglia che è stata costretta a combattere l'anno scorso con la Banca d’Italia, scrive sempre il Financial Times riferendosi alle vicende Abn Amro-Antonveneta e Bbva-Bnl.
Lo stesso McCreevy, nell'ottobre scorso aveva affermato che alcune autorità nazionali di supervisione bancaria non giocano in modo «leale». Un'accusa che il mese successivo era stata seguita dalla presentazione al consiglio Ecofin di un rapporto sulle fusioni bancarie transfrontaliere realizzato proprio in vista della modifica della direttiva bancaria.
Senza mai nominare i casi italiani, nè l'operato di Bankitalia, McCreevy aveva messo in guardia i ministri europei contro «l'abuso dei poteri di supervisione ed i rischi di interferenze politiche», che rappresentano «ostacoli di rilievo» al funzionamento del mercato interno.
«Alcune autorità di supervisione giocano lealmente, altre no - aveva sottolineato il Commissario in una lettera ai ministri -. Capisco la necessità di un'appropriata due diligence e la necessità di proteggere gli investitori e di assicurare la stabilità finanziaria, ma le regole del Trattato e del Mercato unico vanno rispettate».
Sempre nell'ottobre dell'anno scorso, il portavoce del Commissario irlandese aveva commentato: «Attualmente, le autorità nazionali hanno quasi carta bianca nel porre il veto su operazioni di acquisizione contemplate da istituti finanziari con sede in altri stati membri». Per questo, aveva aggiunto, «criteri e procedure più precisi e trasparenti forniranno una maggiore certezza legale per le aziende».