Il fustigatore dell’Italia: «Politici inglesi troppo arroganti»

Dal 1999 al 2006 è stato direttore dell’Economist. E dalle pagine del settimanale londinese ha lanciato bordate a dir poco pesanti contro il premier italiano Silvio Berlusconi - definito «inadatto» a governare - e contro il sistema-Italia: «il vero malato d’Europa». Ora che la Gran Bretagna vive la crisi economica più nera del dopoguerra e che la politica inglese è investita dallo scandalo dei rimborsi spese gonfiati, Bill Emmott ci racconta che anche oltremanica esiste una politica fatta di «arroganza» e «privilegi», che avanzare qualche similitudine tra Westminster e Montecitorio non è una bestemmia, ma che la corruzione - garantisce - è affare di casa nostra, cioè italiano.
Emmott, che succede a Londra? La «casta» prolifera anche Oltremanica?
«Non parlerei di casta. Succede più o meno quello che accade in Italia. Ci sono troppi parlamentari e c’è troppo poco lavoro per loro».
I fannulloni abitano anche a Westminster e a Downing Street?
«Diciamo che questo governo è al potere da troppo tempo ormai. E parlamentari e ministri si autocompiacciono e sono diventati arroganti. Pensano di meritare certi privilegi».
E truccano le spese per ottenere qualche soldo in più.
«Sì, è vero. Si tratta di un grosso scandalo. Ma è il sistema che è il vero scandalo. Bisogna ammettere che il loro stipendio è troppo basso».
Dice che i parlamentari inglesi sono pagati troppo poco?
«Sì, sono convinto che il sistema dei rimborsi sia ridicolo. Invece che garantire ai deputati un compenso adeguato, il Parlamento li obbliga a chiedere un rimborso per le spese che sostengono».
E loro fanno i furbetti.
«Ripeto, è il sistema che è ridicolo».
Di solito sotto accusa è finita la «casta» che siede a Roma. Sembra che anche la politica inglese stia perdendo la sua famigerata limpidezza.
«Non direi che perde limpidezza. Succede che molti parlamentari e membri del governo, dopo tanti anni, hanno paura di perdere il loro potere».
E fanno infuriare gli inglesi. I commenti sono feroci: chiamano i politici «traditori del popolo» e «approfittatori».
«Questo dipende dal fatto che ai cittadini arrivano molte più informazioni che nel passato. E che queste informazioni possono mettere in luce anche aspetti poco graditi della loro condotta. Il che, ovviamente, non è che un bene».
Non sarà che gli inglesi sono infuriati perché vedono la politica ingrassare mentre il Paese è in crisi nera?
«Non credo che il nostro Paese sia in crisi nera. La disoccupazione da noi è più bassa che in Germania e Francia e quasi identica all’Italia».
E i deputati si concedono ferie di 82 giorni, mentre un lavoratore medio ha diritto a poco più di tre settimane l’anno.
«Sì, ma il lavoro dei deputati non è fatto solo di sedute parlamentari. Devono andare nello loro circoscrizioni, partecipano a incontri, hanno dei compiti che non si esauriscono solo in Parlamento».
Ma questi scandali sembravano solo affare italiano. Tutto il mondo è paese?
«No, non credo. La corruzione non è un problema nel nostro Paese come lo è nel vostro. L’Economist ha scritto molto su questo argomento.
Ce ne siamo accorti.
«E ci siamo occupati anche del vostro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Spero di leggere questa affermazione sulle pagine del vostro giornale».
Visto che ci tiene così tanto...