Futurismo Al Macro i cento Manifesti

Raccontare il Belpaese attraverso i proclami di Marinetti e compagni. Si propone questo l’esposizione «Futurismo Manifesto 100X100», una mostra che ruota intorno ai fogli futuristi realizzati in Italia tra il 1909 e il 1944. Precisamente sono cento i manifesti selezionati da Achille Bonito Oliva, numero non casuale, identico agli anni trascorsi dal quel 20 febbraio 1909 quando su Le Figaro è stato pubblicato il primo manifesto marinettiano.
La mostra raccoglie i proclami originali che esaltano i nuovi valori futuristi: velocità, dinamismo, azione, modernità, il mito della macchina e del progresso; ideali che puntano al rinnovamento della società italiana affidandosi all’arma della parola e in modo particolare alle speciali modalità del manifesto. Infatti a distanza di poco tempo accanto al proclama di Marinetti compaiono quelli d Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Gino Severini e Luigi Russolo che attribuiscono al movimento, originariamente concepito come letterario, una fisionomia artistica.
La mostra ospita proprio i primi scritti fondamentali apparsi tra il 1910 e il 1914: il Manifesto dei pittori futuristi, il Manifesto dei Musicisti Futuristi, il Manifesto della Scultura Futurista e il Manifesto dell’Architettura Futurista. Si tratta, insomma, di proclami che coinvolgono ogni campo della società e ogni forma di espressione artistica: dal romanzo al teatro, dalla poesia alla danza, dalla fotografia all’architettura, dal cinema alla moda, fino ad arrivare a un documento stilato a quattro mani da Balla e Depero, che propone addirittura l’ipotesi di una Ricostruzione Futurista dell’Universo. I fogli presenti in mostra hanno un forte impatto mediatico e creativo, a esaltarne questa caratteristica si aggiungono diverse videoinstallazioni che con un gioco di proiezioni, di luci e di trasparenze evidenzieranno per i visitatori le parole più significative estrapolate dai testi. Ingresso gratuito, tutti i giorni dalle 16 alle 24.