Il futuro di Alitalia nelle mani dei sindacati

Dal cda di Air France ok alla presentazione della proposta vincolante per venerdì. Con una condizione: l’accordo dei lavoratori. Ribaditi l’intento di rafforzare il primato europeo della compagnia
franco-olandese e rilanciare quella italiana

Milano - Jean-Cyril Spinetta ha ottenuto il sì del cda di Air France all’offerta vincolante per l’acquisizione di Alitalia. Una stringata nota diffusa in serata, a Borse chiuse, annuncia che la proposta sarà presentata il 14 marzo e che conterrà «alcune condizioni sospensive, tra cui in particolare il consenso dei sindacati». Nessun dettaglio sulle linee dell’acquisizione, che con buona probabilità saranno svelate dalla stessa Alitalia dopo l’arrivo dell’offerta. Come si ricorderà, venerdì scadranno le otto settimane di trattativa in esclusiva accordate in gennaio ad Air France; in questo periodo il lavoro sottotraccia è stato molto intenso, con i manager francesi impegnati a conoscere ogni piega della compagnia italiana. Rispetto all’inizio dei negoziati, varie situazioni si sono evolute, e a queste vanno riferite le «condizioni sospensive» poste da Air France. Oltre al consenso sindacale, necessario perchè l’acquisizione sia priva di contrasti a sorpresa (Air France vuole degli impegni per iscritto su esuberi e organizzazione), vanno ricordati almeno due fatti nuovi di cui sicuramente l’offerta di Parigi tiene conto: la controversia aperta dalla Sea per il ridimensionamento di Malpensa, che ha innescato una causa per danni da 1,2 miliardi; e la sentenza del Consiglio di Stato che ha imposto la ripetizione della gara per Volare, che può rimettere in discussione il perimetro dell’acquisizione. Una condizione già anticipata da dichiarazioni e implicita nei fatti, è l’assenso da parte del nuovo governo italiano; il quale, dovendo cedere le proprie azioni, ha in ogni caso l’ultima parola. Sarà richiesto anche l’ok al governo attuale.

Nella fase precedente all’esclusiva, erano trapelate alcune indiscrezioni sulle intenzioni di Air France: 1.700 esuberi, un ridimensionamento della flotta del 40%, la concentrazione dei voli intercontinentali a Fiumicino, un’offerta pubblica di scambio (carta contro carta) che valutava l’azione Alitalia 0,35 euro. Non si sa se tali numeri saranno confermati, visto che nel frattempo le condizioni economiche internazionali si sono deteriorate, e che il prezzo del petrolio è salito sopra i 100 dollari: sui costi di una flotta «anziana» come quella di Alitalia, quello del carburante pesa di più.
Con l’acquisizione, il gruppo Air France-Klm «vuole rafforzare la propria posizione di leader europeo consentendo in questo modo alla compagnia italiana di riconquistare il suo ruolo di leader nazionale». Affermazione in questi termini pleonastica visto che Alitalia, nonostante tutto, continua a essere il leader nazionale con una quota di mercato superiore al 50%. Non ci sono dubbi sulla «bandiera» della compagnia: che resti italiana è condizione necessaria al mantenimento dei diritti bilaterali. Sarà interessante scoprire se il nome Alitalia farà parte di quello della holding (che diventerebbe Air France-Klm-Alitalia): fatto fieramente osteggiato, pare, dalla componente olandese. Nessun dubbio, invece, sul mantenimento della livrea. Per quanto riguarda Az Servizi, il 51% controllato da Alitalia dovrebbe essere automaticamente compreso nell’acquisizione.

Cautamente positivi i primi commenti dei sindacati, che hanno precisato: non accetteremo nessun «prendere o lasciare». Ieri in Borsa: Alitalia meno 1,36%, Air France meno 4,38%; al mercato francese l’acquisizione non piace. Oggi il Consiglio di Stato si pronuncerà sul ricorso di Air One sulla trattativa Alitalia-Air France.