«Il futuro delle imprese? Nelle nuvole»

Il futuro delle piccole e medie aziende italiane è nel «Cloud computing». Lo spiega Pietro Scott Jovane, amministratore delegato di Microsoft in Italia. Sul fronte del Cloud, che in inglese vuole dire nuvola e indica la possibilità data da Internet di offrire servizi in maniera condivisa, Microsoft non è certo rimasta a guardare le offerte dei suoi agguerriti concorrenti. Ossia Google, che da tempo cerca di sfidare il colosso del software offrendo servizi in rete, e più recentemente anche Apple che ha lanciato il suo iCloud, prevalentemente dedicato al mondo consumer. Secondo alcune ricerche, il Cloud computing potrebbe fare risparmiare alle aziende, solo negli Stati Uniti, fino a 12,3 miliardi di dollari sulle bollette energetiche. Inoltre le società potrebbero, consumando meno, tagliare del 30% le immissioni di anidride carbonica. Sul fronte del Cloud, il colosso di Seattle non ha perso tempo e ha portato, parcellizzandole, una serie di applicazioni (mail, istant messaging per comunicare, share point per far circolare i documenti pubblicandoli eventualmente su un sito) che poi vende ai suoi clienti.
«In questo modo - ha spiegato Jovane nella nuova e supertecnologica sede Microsoft alle porte di Milano - in pochi minuti qualunque impresa, anche piccolissima, può fornire i servizi ai suoi dipendenti non solo sul pc ma anche sul cellulare o su qualunque dispositivo mobile. Partiamo da un prezzo molto basso: 2,20 euro a utente al mese. Ma se, ad esempio ad agosto, i servizi non vengono utilizzati, il cliente non paga».
Ai servizi base è possibile aggiungere tutto quello che il cliente desidera?
«Certo. Si paga in funzione di quanto si ha bisogno. E in tutto questo siamo riusciti anche a coinvolgere i nostri partner, che sono da sempre un tassello molto importante del business Microsoft».
In che modo?
«Prima i nostri partner (ossia le società di servizi che offrono consulenza alle aziende sul fronte delle soluzioni tecnologiche, Microsoft ne ha circa 25mila in tutta Italia ndr) si occupavano solo di aziende che andavano dai 150mila ai 300 dipendenti. Ora invece, grazie ai servizi Cloud, possono puntare anche ad aziende più piccole che sono, soprattutto in questo momento, alla ricerca delle migliori soluzioni tecnologiche per competere sui mercati mondiali».
Quindi il Cloud rappresenta una svolta?
«Indubbiamente. Noi a giugno abbiamo lanciato il servizio Office su Cloud e ora abbiamo già 80mila utenti registrati. Si pensa che ci saranno aziende che nasceranno e si svilupperanno usando soltanto servizi Cloud. Per questo motivo, per tre anni, offriremo gratis la nostra tecnologia a chi farà partire una nuova azienda. Il fatturato del mercato Cloud nel mondo dovrebbe passare da 17 a 55 miliardi di dollari nei prossimi tre anni con ricadute positive per l’occupazione sopratutto quella giovanile».
Potete fornire qualche cifra del valore e dell’impatto che potrà avere questa tecnologia?
«In base a una stima dell’Università di Milano si stima che il Cloud computing potrebbe portare alla nascita di 81mila nuove imprese. Sempre in base a questa ricerca, la rapida adozione di questa tecnologia potrebbe creare nei prossimi anni fino a 1 milione di posti di lavoro nella sola Europa con una riduzione del tasso di disoccupazione in un range compreso tra lo 0,3 e lo 0,6%».
E la vostra nuova sede?
«Viviamo nella nuvola: i nostri server stanno in Irlanda e in Olanda. Qui non ci sono telefoni: le comunicazioni, anche vocali, si fanno con il nostro sistema che passa da solo dal pc, ovviamente molto personal, che è in dotazione a ogni nostro dipendente».