Il futuro di San Siro si gioca dal prefetto

Domenica a San Siro si gioca (forse a porte chiuse), ma il futuro dello stadio è appeso al vertice convocato questa mattina dal prefetto Gian Valerio Lombardi. Intorno al tavolo il sindaco Letizia Moratti, i rappresentanti di istituzioni, forze dell’ordine, Inter e Milan. Una verifica del rispetto delle norme fissate dal decreto Pisanu che sembra non preoccupare. «Stiamo lavorando», rimanda a oggi i dettagli la Moratti che sembra piuttosto fiduciosa sul fatto che Milano sia in regola.
Intanto a Palazzo Marino esplode la polemica dopo l’annuncio del presidente leghista Matteo Salvini che per venerdì ha convocato una commissione congiunta Sicurezza e Sport con la presenza anche del tifo organizzato (Giancarlo Capelli per il Milan e Franco Caravita per l’Inter). «È solo coscienza sporca - commenta Salvini - quella di chi individua negli ultrà l’unico problema. Senza il coinvolgimento dei tifosi non si risolve niente». Critico il centrosinistra, ma anche il vicesindaco Riccardo De Corato che senza mezzi termini parla di un gesto «intempestivo e prematuro». «Prima di invitare questi personaggi in una sede istituzionale - tuona dai banchi dell'opposizione anche Basilio Rizzo (Lista Fo) -, è necessaria una loro dissociazione, pubblica e totale, dai fatti di Catania. In caso contrario, sarebbe un insulto alla memoria del povero agente Raciti». «Io - incalza De Corato - do per scontato che le persone in questione si dissocino dagli episodi di Catania. Ma in ogni caso avrei atteso un pò di tempo, anche perchè non spetta a una commissione il compito di dialogare con le tifoserie organizzate». Tifoso, abbonato alla curva dell'Inter, è anche Manfredi Palmeri. «Non tutte le società calcistiche - sottolinea Manfredi Palmeri - si sono comportate in questi anni allo stesso modo. Quelle di Milano hanno investito risorse economiche e professionali per la sicurezza del loro stadio e si sono dimostrate attente nell'applicazione delle norme e alle sempre crescenti esigenze di sicurezza degli spettatori del Meazza. E di questo bisogna tener conto nel valutare i provvedimenti da adottare».
«San Siro è uno stadio sicuro, per noi non esiste problema e sono certo che di questo avviso sarà anche il governo - assicurava ieri mattina l'assessore allo Sport Giovanni Terzi intervistato da Radio Lombardia -. A novembre la delegazione Uefa in visita agli stadi italiani ha definito il Meazza come l'impianto più funzionale ed efficiente. Anzi il più pronto per gli Europei 2012». Certo, qualcosa manca. «I tornelli che - assicura Terzi - ci saranno entro l'inizio del prossimo campionato. Sappiamo che 20 milioni di euro sono già stati spesi per la messa a norma. La situazione è da completare, ma siamo al 70 per cento. Se il governo dovesse negare l'agibilità, magari sull'onda emotiva di quanto successo, sarà responsabilità sua. Ma, ripeto, lo stadio è sicuro».
«Inter e Roma a porte chiuse? Non credo - esorcizza l'incubo il presidente Massimo Moratti -. San Siro non ha problemi». Parere per una volta condiviso anche sulla sponda rossonera. «Inter e Milan - le parole dell'amministratore delegato Adriano Galliani -, hanno anticipato i soldi per i lavori di adeguamento. Abbiamo investito 16 milioni di euro, i problemi casomai vengono dalla burocrazia. Noi, comunque, abbiamo ottenuto le deroghe fino a settembre». Arriva anche l'appello del vicesindaco. «La sicurezza negli stadi deve essere garantita da istituti di vigilanza privati - chiede Riccardo De Corato ricordando la sua proposta di legge presentata al Senato -. Le forze dell'ordine servono per presidiare i quartieri a rischio e intervenire contro la criminalità. Gli spettacoli sportivi, come avviene all'estero, debbono essere difesi da istituti di vigilanza pagati dalle stesse società». D'accordo l'assessore provinciale alla Sicurezza Alberto Grancini che chiede di cedere lo stadio («il Meazza sia privatizzato e trasformato in un vero luogo di divertimento»).