Il futuro secondo Ansaldo Energia Impegno sulle fonti rinnovabili

Una storia che viene da lontano. E che punta ad arrivare ancora più lontano in futuro, sulla spinta di ambiziosi target di sviluppo e di una vocazione internazionale che ha pochi paragoni tra i player italiani del settore.
Ansaldo Energia ne ha fatta di strada, dal 1853 a oggi. Passando attraverso varie fasi e una molteplicità di prodotti, fino a diventare uno dei principali produttori mondiali (oltre che leader assoluto in Italia) nel campo degli impianti termoelettrici per la generazione di energia, forte di oltre 1.700 progetti realizzati in 90 Paesi e di una potenza installata che supera i 166.000 MW. Numeri significativi, che nel 2006 si sono tradotti in 984 milioni di euro di ordini acquisiti, ricavi pari a 896 milioni, un risultato operativo di 60 milioni (più 81% rispetto al 2005) e un risultato netto di 33 milioni.
Le leve di questo sviluppo impetuoso, che nell’ultimo periodo ha permesso alla società del gruppo Finmeccanica di crescere in misura superiore a un settore già di per sé in salute e di erodere quote di mercato ai competitor, sono soprattutto due: l’attività di service, che oggi rappresenta oltre il 40% degli ordini e che Ansaldo Energia ha saputo trasformare da semplice servizio di manutenzione e assistenza in una vera partnership con il cliente, destinata a protrarsi nel tempo; e la grande attenzione posta nello sviluppo di tecnologie proprie (sono oltre un centinaio i brevetti depositati solo negli ultimi quattro anni), che si traduce in una maggiore possibilità di diversificazione rispetto alla concorrenza. Un’attenzione che trova puntuale riscontro negli investimenti, visto che il budget di Ansaldo Energia in ricerca e sviluppo è destinato a triplicarsi nell’arco di sei anni.
A beneficiare di questa effervescenza tecnologica sono prima di tutto i prodotti sui quali l’azienda ha costruito il proprio core business: turbine a gas, turbine a vapore e generatori elettrici, oltre agli impianti forniti con la formula del «chiavi in mano». Tra questi, particolare rilevanza assumono le turbine a gas, ovvero le componenti più avanzate del cosiddetto «ciclo combinato», il cui peso nell’ambito del business aziendale supera il 60 per cento.
Ma Ansaldo Energia non si ferma. Nel suo futuro, per esempio, c’è un deciso incremento dell’impegno sulle energie rinnovabili. Un settore che oggi vede la società presente nell’ambito delle centrali idrauliche e geotermiche, ma che presto dovrebbe far registrare una crescita del portafoglio per coprire anche l’energia eolica e quella distribuita con microturbine. Si tratta, inutile sottolinearlo, di una sfida strategica per l’intero comparto della «power generation», alle prese con le disposizioni dell’Unione europea che impongono ai Paesi membri un target del 20% di energie rinnovabili da centrare entro il 2020.
E a proposito di target, Ansaldo Energia ha le idee chiare sugli obiettivi dei prossimi anni: se il giro d’affari della compagnia attualmente vale circa un miliardo di euro, la cifra è destinata a raddoppiare nel 2012. E questo miliardo di euro in più dovrebbe essere frutto tanto di una crescita organica rispetto al business (cioè più tecnologia ai prodotti e una maggiore spinta all’attività di service), quanto di una politica di acquisizioni societarie mirate. Solo nell’ultimo anno, per esempio, Ansaldo Energia ha acquisito l’intero pacchetto azionario della società olandese Thomassen Turbine System, specializzata nel service delle turbine a gas, e della svizzera Energy Service Group, attiva nei servizi di manutenzione e riparazione «on site». Due operazioni, queste, che testimoniano come il business aziendale si muova verso una sempre maggiore internazionalizzazione. Non è un caso, quindi, se di recente alcune delle sue commesse più importanti Ansaldo Energia se le sia aggiudicate proprio oltre confine: dalla Spagna all’Algeria, dalla Finlandia all'Albania.