Il futuro di trotto e galoppo è nelle mani degli allevatori

Il ministro dell’Agricoltura, Luca Zaia la scorsa settimana ha dichiarato, di fatto pubblicamente, durante una conferenza stampa presso l’allevamento di galoppo della Razza del Sole nel Varesotto, che la sua fiducia nell’Unire e nei suoi amministratori è vicina allo zero! Non solo, ha pure ammesso che ha tentato due volte di commissariare l’Ente, per mettere ordine e non vi è riuscito, e non ha spiegato ovviamente le motivazioni di questa impasse. Comunque con i tempi necessari provvederà a rivoltare l’Unire come un calzino, al fine di conoscere la vera situazione amministrativa dell’Ente. Cinicamente si potrebbe dire che nulla di nuovo è emerso dalla conferenza del ministro, soltanto che adesso la situazione di disastro è stata ufficialmente conclamata dalla più altra autorità in campo, il ministro dell’Agricoltura. Una situazione mai capitata nella lunga e travagliata vita di questo Ente, ultimamente anche non molto fortunato.
Una cosa di grande interesse però il ministro l’ha detta: riportare alla centralità del settore l’allevamento e gli allevatori, cosa che perseguirà con tutti i mezzi e con tutte le sue forze. Anche se non esattamente con le parole di cui sopra, questa è stata la vera novità e, soprattutto considerando la specificità degli uomini della Lega, mi pare non ci possano essere dubbi sulla volontà di Zaia. In questo percorso «virtuoso» (praticamente il ritorno alla Legge Mangelli), il ministro troverà tante difficoltà, ma non ho alcun dubbio che alla fine il risultato pieno e positivo perseguito dal ministro sarà realizzato. Ho soltanto una forte perplessità che mi angoscia. Come si potrà riuscire a gestire da parte di un Ente squalificato come l’Unire e in buona sostanza incapace di reagire a tutte le spinte disgregatrici che si sono manifestate sino ad oggi e da oggi saranno ancor più forti. Provate ad immaginare le reazioni, forse giuste dal loro punto di vista, da parte di categorie, le quali hanno fatto il bello ed il cattivo tempo da sempre, che dopo le dichiarazioni del ministro a favore della centralità dell’allevamento si sentiranno minacciate dalla volontà dichiarata del ministro ed in assenza di un Unire salda e ben gestita in grado di contenere e regolare questi conflitti quale sarà la confusione che ne nascerà? Per citare un solo piccolo esempio recente, ho letto la seguente dichiarazione: «le categorie del territorio marchigiano umbro e abruzzese, attraverso un comunicato stampa, hanno dichiarato che dal 5 ottobre non si serviranno più di UnireLab per il prelievo doping, ma dell’ASUR che costa solo 23 euro contro gli oltre 200 di UnireLab». Ma di quale autorità si sentono investite queste categorie per dichiarare sulla sola base di una presunta convenienza economica, tutta da valutare, il diritto di disporre autonomamente per i prelievi doping? Tutto il sistema di garanzie e sicurezza da chi sarà garantito? Salle stesse categorie che hanno dichiarato quanto sopra? Questo e altri problemi del genere tra un poco dovranno essere gestiti dall’Unire e in queste condizioni cosa potrà succedere? Non sarebbe auspicabile un soprassalto di dignità da parte del consiglio Unire?