G10, greggio e subprime tengono banco

E Bruxelles studia un modo per cogliere in anticipo possibili squilibri economici

da Milano

Tornano a riunirsi i governatori delle Banche centrali dei Paesi del G10. L’incontro odierno a Basilea avviene in un clima che ha visto attenuarsi i timori di recessione, pur nella consapevolezza che le turbolenze generate alla crisi dei mutui subprime non sono ancora finite. La riunione, inoltre, si svolge all’indomani della decisione della Fed di portare al 2% i tassi sul mercato Usa, confortata nella sua politica dai timidi segnali di miglioramento dell’economia (l’occupazione, il mese scorso, è scesa meno delle attese), mentre la Bce, il cui direttivo è convocato l’8 maggio, dovrebbe lasciare fermo al 4% il costo del denaro.
L’ultima volta che si erano incontrati, ai primi di marzo, gli stessi governatori dovevano fare i conti con un petrolio che aveva appena sfondato quota 105 dollari al barile. E già allora rappresentava un rischio «alla crescita e all’inflazione a livello globale», come ha spiegato il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet (la missione di Francoforte è infatti quella di tenere sotto controllo il caro-vita, che a marzo ha fatto toccare il record storico di Eurolandia con un più 3,6%). Poco meno di due mesi dopo, l’oro nero è comunque salito di altri 15 dollari, per portarsi fino alla soglia dei 120 dollari al barile, anche se poi ha ripiegato poco sopra ai 110. L’andamento del greggio (ieri in Italia, in alcuni casi, il prezzo del gasolio ha superato per la prima volta quello della benzina), così come quello del costo dei prodotti alimentari e delle materie prime continua però a rappresentare una preoccupazione. Al vertice bimestrale di Basilea, al quale per l’Italia partecipa Mario Draghi, un altro tema di discussione potrebbe essere rappresentato dalla forza dell’euro e dalla debolezza del dollaro. Accomunata al petrolio da andamenti di prezzo simili, la moneta europea sta ripiegando rispetto ai massimi fatti segnare circa un mese fa sulla valuta Usa, viaggiando ora intorno agli 1,54 dollari. Ma continua a rappresentare una minaccia per le esportazioni europee, oltre che un serio propulsore della crescita delle quotazioni del greggio. I subprime, ora: ad aprile il comitato di Basilea della Banca dei regolamenti internazionali aveva presentato un rapporto che mirava a rafforzare il sistema bancario, migliorandone la trasparenza e le tecniche di valutazione e gestione dei rischi. Non è da escludere che in Svizzera i governatori affrontino nuovamente il tema in modo da studiare soluzioni concordate a un problema che sta pesando sulla maggior parte delle economie. Da parte sua, intanto, il miliardario americano Warren Buffet sostiene che «il peggio della crisi a Wall Street è passato». Buffet, che elogia il comportamento tenuto dalla Fed, avverte però che «se si guarda alla gente, e ai loro mutui, arriveranno ancora dolori».
Infine, si conosceranno nel dettaglio mercoledì i contenuti del documento con il quale la Ue intende avocare a sé il controllo e il coordinamento dei processi di riforma di ogni settore della politica economica nell’Eurozona. Secondo le anticipazioni di Der Spiegel, il documento tocca temi come salari, flessibilità e sicurezza sul lavoro. Bruxelles vuole anche creare un sistema di monitoraggio allo scopo di cogliere in anticipo possibili squilibri economici.