G20, intesa sul documento finale Brown e Bush: no al protezionismo

Bush sottolinea la necessità di un'azione comune. Il presidente eletto Barack Obama non partecipa alla riunione ma annuncia che se il Congresso non lo farà la Casa Bianca varerà un piano immediato contro la crisi. Berlusconi: "Serve più
trasparenza nei mercati ma senza cadere nell’eccesso di un’invasività
dello Stato nell’economia"

Washington - I leader del G20 hanno raggiunto un accordo sulla dichiarazione finale, che conterrà una intesa sui metodi da seguire per ristabilire la fiducia sui mercati. Lo indicano fonti diplomatiche.
Il G20 dovrà anche rilanciare il ciclo di negoziati in sede Wto entro la fine del 2008. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri brasiliano, Celso Amorin, nel corso di un incontro stampa cui ha partecipato anche la sua omologa statunitense Susan Schwab. Un'indicazione - ha spiegato il capo della diplomazia di Brasilia - che è stata data direttamente dai capi di Stato e di governo presenti al vertice ai loro ministri del Commercio. E' dunque previsto un "accordo con un chiaro riferimento al ciclo negoziale di Doha, con un limite temporale fissato entro la fune dell'anno".

La giornata di lavori del vertice G20 si è aperta con dichiarazioni piene di ottimismo da parte di alcuni dei leader partecipanti. Il premier britannico Gordon Brown ha detto che i problemi da affrontare sono difficili, ma che i leader radunati a Washington "stanno facendo progressi". La cancelliera tedesca Angela Merkel ha espresso a sua volta ottimismo, all’inizio della seconda giornata, affermando che il vertice sull’ economia "adotterà un piano d’azione per dimostrare che la comunità mondiale ha la capacità di agire". "C’è una grande volontà comune di fare in modo che una crisi del genere non possa più accadere di nuovo - ha detto la Merkel - Inoltre tutti vogliamo rilanciare l’ economia mondiale più rapidamente possibile".

Bush: "Serve unità d'intenti" Accogliendo a Washington i rappresentanti del G20 il presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha ricordato che "c’è una preoccupazione condivisa sull’impatto che la crisi può avere sulle famiglie di ogni nazione, ma anche una comune determinazione a risolvere i problemi in corso attraverso una collaborazione che assicurerà prosperità nel lungo periodo". L'obiettivo, quindi, è proprio quello di trovare l'unità d'intenti. Un'unità che, mai come in questo caso, può fare la differenza.

"C'è molto da fare" "Il lavoro da fare è molto, al di là della crisi attuale. La posta in gioco è molto alta, miliardi di persone che lavorano sodo contano su di noi, le famiglie hanno bisogno di credito per comprare case e mandare i figli a scuola, alle imprese servono fondi per ampliare le proprie attività, le nazioni emergenti hanno bisogno dell’assistenza che è stata loro promessa", ha sottolineato Bush, aggiungendo che "tutte le nazioni devono evitare di cedere al protezionismo e al collettivismo a causa dei problemi che si stanno affrontando".

Obama: "Servono misure urgenti" Il presidente eletto non partecipa alla riunione, ma nel corso del consueto discorso settimanale del sabato per il partito democratico ha affermato che gli Stati Uniti hanno bisogno di un piano immediato che rappresenti "la più grande sfida economica dei nostri tempi". "Se il Congresso non approva un piano immediato sarà il mio primo atto come presidente", ha promesso Obama.  

Berlusconi: "Non comprimere il libero mercato" Qualsiasi cambiamento delle regole in risposta alla crisi finanziaria globale non deve comprimere lo spirito del libero mercato. Lo ha detto ieri sera il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al suo arrivo a Washington per il summit del G20, prima di partecipare alla cena alla Casa Bianca. "Perché la crisi finanziaria non si trasformi in crisi dell’economia reale, bisogna avere più trasparenza nei mercati, controlli più forti, ma senza cadere nell’eccesso di un’invasività dello Stato nell’economia, del protezionismo", ha detto Berlusconi ai giornalisti. Il presidente italiano ha indicato "il punto più urgente che verrà affrontato" nella necessità di evitare che la crisi finanziaria si trasferisca, come sta avvenendo, nell’economia reale.

Contrastare la recessione Per questo servono iniziative concordate tra i governi e le banche, come sta avvenendo in molti Paesi. In Italia, dopo i provvedimenti già presi sulla garanzia per i depositi e per la liquidità interbancaria, è in arrivo un nuovo pacchetto di misure che tramite le banche servirà a sostenere famiglie e imprese. "La recessione è in tutta Europa, credo chd famiglie e imprese debbano avere fiducia e avere il sostegno delle banche", ha detto Berlusconi commentando i dati che indicano l’Italia "in recessione tecnica".

Sostegno a imprese e famiglie Parlando del provvedimento in arrivo "per sostenere imprese e famiglie", ormai da settimane annunciato come imminente, Berlusconi ha detto "che lo faremo la prossima settimana, al massimo entro il mese". I provvedimenti allo studio "sono diversi e si deve valutare l’impatto sul bilancio dello Stato", ha aggiunto il premier ricordando l’elevato debito e la necessità costante di rifinanziamento con il rischio di allargamento dei differenziali di rendimento dei titoli del debito pubblica tra Italia e altri Paesi.

A metà febbraio una nuova Bretton Wood Una volta adottati questi provvedimenti immediati, Berlusconi ha spiegato che la strategia anti crisi passa per una riforma delle regole, ma salvaguardando il libero mercato. "Bisogna evitare di cadere nel protezionismo", ha detto Berlusconi sottolineando un concetto che nei giorni scorsi è stato il leitmotiv della linea di Bush per questo G20. Maggiore trasparenza, migliore regolamentazione in una cornice di libero mercato, poi maggiore coordinamento tra gli organismi internazionali, come Fmi e banca mondiale. Berlusconi ha però detto di non aspettarsi da questo meeting "soluzioni salvifiche". "Non credo che possa venir fuori da questo vertice qualcosa di definitivo, lo spero ma non credo". Piuttosto la roadmap prevede un nuovo incontro tra 100 giorni "si parla già di un appuntamento tra cento giorni, a metà febbraio in modo che dopo che i tavoli tecnici avranno lavorato si possa arrivare per quella data a una nuova Bretton Wood, con una riscrittura dele regole per la finanza e per l’economia a livello internazionale".

Gordon Brown: "Non salviamo i colossi dell'auto" Il premier britannico Gordon Brown ha bollato il protezionismo come "strada per la rovina", criticando apertamente l’ipotesi di mettere a punto un piano di salvataggio per i colossi automobilistici, chiesto invece a gran voce dal presidente eletto Usa Barack Obama. "Credo sia molto importante mandare oggi un segnale sul fatto che il protezionismo potrebbe rivelarsi la strada per la rovina - ha detto il premier britannico in un discorso al Council of Foreign Relations di New York, riportato oggi da The Times - se si creano situazioni per cui alcuni Paesi adottano decisioni che non tengono in considerazione quanto accade altrove, allora avremo sempre gli stessi problemi. Oggi, la linea di demarcazione è tra una società aperta, capace di fare affari in tutto il mondo, e una risposta protezionistica, come accadde negli anni ’30, oggi assolutamente inaccettabile".