G20, su finanza e banche arrivano le nuove regole Ripresa: serve più lavoro

Da Seul il G20 ha dato il via libera alle nuove regole sulle banche e la finanza
messe a punto dal comitato presieduto dal governatore di Bankitalia. Resta aperta la "guerra" delle valute. Obama: "Per noi la cosa più importante è la crescita"

Seul - Il G20 si chiude con alcuni buoni risultati. Ma restano anche alcune incognite. Approvate le nuove regole sulla solvibilità della banche fortemente volute da Draghi. E in caso di forti squilibri commerciali scatterà un'allerta preventiva. L'obiettivo è quello di evitare pericolosi effetti a catena. Obama, a conclusione del summit, ribadisce quello che per lui - ma non solo per lui - è un concetto chiave: "Per noi la cosa più importante è la crescita". Resta aperto, però, la "guerra" delle valute: le posizioni restano molto distanti soprattutto per la chiusura dei cinesi.

Nuove regole Il G20 ha dato il via libera alle nuove regole sulle banche e la finanza messe a punto dal comitato di Basilea3 e dal Financial Stability Board (Fsb) presieduto dal governatore di Bankitalia, Mario Draghi. Nelle conclusioni del summit di Seul, i leader mondiali - in riferimento alle raccomandazioni dell'Fsb - hanno ribadito la necessità che nessuna istituzione finanziaria "dovrebbe essere troppo grande per fallire e che il contribuente non dovrebbe sostenere i costi dei fallimenti".

Salvataggi e crisi Il G20 ha quindi concordato che le banche che hanno una rilevanza sistemica globale "dovrebbero essere soggette a un processo sostenuto di programmazione internazionale obbligatoria di salvataggio e soluzione delle crisi". Per quel che riguarda il nuovo accordo di Basilea, nelle conclusioni si sottolinea come i nuovi standard di capitale e di liquidità delle banche aumentano "la robustezza del sistema bancario globale".

Vigilare sulle banche "I nuovi standard ridurranno significativamente l'incentivo delle banche ad assumere rischi eccessivi, diminuiranno la probabilità e la gravità di crisi future e creeranno un sistema bancario che potrà meglio sopportare, senza sostegni straordinari dei governi - gli stress della magnitudine della recente crisi finanziaria". I leader insistono poi sulla necessità di "una vigilanza più efficace", con "mandati più forti e non ambigui, indipendenza di operato, risorse sufficienti e tutti gli strumenti e i poteri necessari per identificare e affrontare i rischi in modo pro-attivo, anche con stress test condotti su base regolare".

La ripresa c'è "La ripresa globale continua ad avanzare ma i rischi di inversione permangono. Siamo decisi a fare di più". E' quanto si sottolinea nel comunicato finale del summit. Il G20 lancia dunque "un piano di Azione di Seul" per "assicurare un fermo impegno a cooperare", per "produrre un piano con impegni politici di ciascun paese e raggiungere i tre obiettivi di una crescita forte, sostenibile, equilibrata".  

Più lavoro La creazione di posti di lavoro deve essere messa al centro della ripresa. E' l'impegno preso dai leader del G20 nella dichiarazione finale del vertice di Seul. "Riconosciamo l'importanza di fare fronte alle preoccupazioni più vulnerabili - si legge nel testo - e a questo fine siamo determinati a mettere i posti di lavoro come punto centrale della ripresa e fornire protezione sociale e lavoro dignitoso, oltre che ad assicurare una crescita accelerata nei Paesi a basso reddito". 

Obama: occorre fare di più La "maggior preoccupazione" espressa dai leader del G20 riguardo all’economia americana è quella riguardo ai tempi del decollo definitivo della ripresa. È quanto ha ribadito Barack Obama, rispondendo alle domande dei giornalisti alla conferenza stampa conclusiva del vertice: "Vogliono vederci crescere, vogliono che la disoccupazione vada giù - ha detto riferendosi in particolare alle economie come quella sudcorena - vogliono vedere le strategie per il decollo dell’economia americana". Ma il presidente americano è tornato a ripetere, come ha fatto più volte durante la missione asiatica, che per risolvere veramente il problema del lavoro gli Stati Uniti non devono essere più visti solo come un paese di consumatori ma anche di produttori. "Nessuna nazione deve ritenere che il proprio cammino verso la prosperità sia semplicemente lastricato con gli export verso gli Stati Uniti".

Sarkozy: responsabili e realisti La Francia condurrà la prossima presidenza del G20, che parte da oggi per un anno, con "responsabilità e realismo". Lo ha detto il presidente francese, Nicolas Sarkozy, che ha anticipato che incontrerà Obama a Washington entro la fine dell’anno. Sarkozy terrà inoltre una conferenza stampa in gennaio all’Eliseo per illustrare i dossier che la francia intende aprire durante il proprio mandato alla presidenza del G20 e che Sarkozy ha definito colossali. La Francia lavorerà "in strettissimo coordinamento" con l’Fmi a partire da un incontro in programma "in dicembre" con il direttore generale dell’Fmi, Dominique Strauss-Kahn.