G7, economia globale in forte rallentamento "Gli Usa peggiorano"

A Tokyo il duro allarme lanciato dal G7: "La crescita è destinata a
rallentare". L’economia mondiale si
trova di fronte a prospettive più incerte e difficili. Draghi: "Prolungata fase di riaggiustamento". Padoa Schioppa: "Clima di maggiore pessimismo"

Tokyo - L’economia mondiale è a rischio rallentamento. A pesare sono i pericoli di un ulteriore peggioramento della crisi sub prime negli Stati Uniti, la stretta nelle condizioni del credito e i rialzi del prezzo del petrolio. Questa l’analisi del quadro macroeconomico, contenuta in una prima bozza del comunicato del G7, riunito a Tokyo per il Financial Stability Forum. Una crisi che non lascia indenne nessun paese membro del G7. Italia inclusa. Una crisi di cui, a detta del Governatore di Bankitalia, Mario Draghi, è difficile (se non impossibile) ipotizzare una scadenza.

Economia globale in rallentamento Le perduranti turbolenze dei mercati, innescate la scorsa estate dalla crisi dei mutui ad alto rischio, i rincari delle materie prime e il rafforzamento dei timori inflazionistici rischiano - seriamente - di minare la crescita economica, che finora ha poggiato su fondamentali solidi. Per questo i paesi del G7 concordano sulla necessità di adottare contromisure, anche coordinate tra stati. Per ora la proposta è fumosa. Stando ad alcune indiscrezioni anticipate da Dow Jones, infatti, nella bozza del comunicato finale della riunione dei ministri finanziari a Tokyo non vengono ancora esplicitati provvedimenti precisi. "Guardando avanti, continueremo a seguire attentamente gli sviluppi - si legge - e ad adottare misure appropriate, individualmente e collettivamente, in modo da assicurare una crescita stabile per le nostre economie".

Persistono i rischi sulla crescita I sette mettono in guardia da un possibile "ulteriore deterioramento del mercato immobiliare residenziale americano", da "un irrigidimento delle condizioni di credito legato alle prolungate difficoltà dei mercati finanziari; elevati prezzi petroliferi e delle materie prime e un rialzo delle aspettative di inflazione in diversi paesi". "Il mondo si trova di fronte ad un contesto più impegnativo rispetto a quello che si registrava nell’incontro dello scorso ottobre - si legge nel comunicato - anche se i fondamentali dell’economia permangono solidi". Per la prima economia globale, gli Usa, l’attività e il mercato del lavoro hanno accusato "un considerevole rallentamento". E sebbene le economie emergenti, come la Cina, continueranno a registrare tassi di crescita "robusti", anche per loro si profilano frenate e indebolimenti. "Siamo pronti ad adottare qualunque nuova misura si renda necessaria per rafforzare la stabilità dei mercati finanziari", promettono i paesi del G7 dicendosi "impegnati a lavorare insieme" per "rafforzare la stabilità finanziaria", limitare "l’impatto delle turbolenz"e e intervenire sui fattori che le hanno determinate.

L'incubo nero: il petrolio I Sette grandi, di fronte al greggio ancora sopra i 90 dollari, fanno appello ai paesi produttori: "Gli elevati prezzi del petrolio riflettono principalmente la domanda mondiale in rialzo", ma giocano un ruolo anche altri elementi, specie geopolitici. Per questo "incoraggiamo l’Opec e altri paesi produttori ad aumentare la produzione".

Padoa Schioppa pessimista Al ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa, non piace la situazione economica globale che rischia seriamente di pesare sulla già preoccupante situazione italiana . Parla di "crisi", ma non vuole pronunciare la parola "recessione". "C’è un clima di maggior pessimismo e preoccupazione rispetto a quanto registrato ad ottobre e in altre riunioni internazionali successive - ha commentato il numero uno di via XX Settembre - la mia impressione è che la fase in cui ci troviamo da molti mesi possa peggiorare e che la crisi non sia terminata".

Draghi: "Servirà una prolungata fase di riaggiustamento" Dopo mesi di turbolenze, servirà "una prolungata fase di riaggiustamento, che potrebbe risultare difficile", mentre permane "incertezza" su quelle che saranno le conseguenze di questi episodi per l’economia reale. Draghi non si è sbilanciato, ma ha certato comunque di dare un'indirizzo per "recuperare" la situazione: "La priorità più immediata è quella di ristabilire la fiducia sull’affidabilità creditizia e sulla robustezza delle istituzioni finanziarie". Condizione necessaria per ristabilire adeguate condizioni di mercato su liquidità e intermediazione. Le imprese e società devono fornire valutazioni "realistiche" sul valore dei loro asset e sui rischi che li riguardano. Non solo. Vanno poi fornite chiare indicazioni sull’esposizione ai rischi e sulle metodologie per determinare queste esposizioni. Le autorità di vigilanza devono invece continuare ad accertarsi che le istituzioni finanziarie dispongano di adeguate coperture di liquidità. Secondo Draghi il modo migliore per gestire queste crisi, che spesso sono "difficili da prevedere", è assicurarsi che "il centro del sistema sia resistente".