Il G8 diviso su nucleare e ambiente

Mosca non firma la Carta sull’energia, ma aprirà il mercato agli investimenti esteri. Nessuna concessione Usa su Kyoto

Gian Battista Bozzo

nostro inviato

a San Pietroburgo

Gli otto Grandi approvano un documento tanto lungo quanto ambizioso sulla sicurezza energetica, ma si dividono sull’uso del nucleare civile e sull’ambiente. Le differenti posizioni sulla sicurezza energetica vengono ammesse esplicitamente nella dichiarazione approvata nella seconda giornata del vertice di San Pietroburgo: «Riconosciamo che i membri del G8 perseguono strade diverse per raggiungere la sicurezza energetica, e gli obiettivi di protezione ambientale - si legge nella sezione dedicata all’energia nucleare -. Quelli fra noi che stanno considerando piani sull’utilizzo o lo sviluppo dell’energia nucleare, sono convinti che tale sviluppo contribuirà alla sicurezza energetica globale, riducendo allo stesso tempo l’inquinamento e rispondendo così alla sfida del mutamento del clima».
La formula di compromesso è dovuta al «no» italiano e tedesco allo sviluppo dell’energia nucleare. Ancora sabato, al suo arrivo a San Pietroburgo, Romano Prodi ha confermato che il nostro Paese non intende ripensare all’opzione nucleare, nonostante la sua estrema vulnerabilità energetica, di cui abbiamo avuto prova lo scorso inverno con la crisi del gas, quando si è dovuto metter mano alle riserve strategiche per assicurare il metano alle case e alle industrie. Del resto, la posizione del solo esportatore netto di energia del G8, la Russia, non poteva essere la stessa degli altri sette Paesi del Club, tutti importatori netti. In particolare, Germania, Italia e Francia importano dalla Russia grandi quantità di gas e greggio.
«Serve una partnership rafforzata tra produttori, consumatori e Paesi di transito per raggiungere la sicurezza energetica globale - si legge nel documento -: lo sviluppo di un mercato energetico trasparente, efficiente e competitivo è la strada da seguire per raggiungere l’obiettivo». Il piano d’azione del G8 punta su alcune priorità: accesso effettivo ai mercati; maggiori investimenti in esplorazione, produzione e raffinazione; sviluppo di mercati efficienti, trasparenti, aperti e competitivi; una cornice legale trasparente ed equa; la diversificazione delle fonti energetiche; la salvaguardia delle infrastrutture esistenti.
Il ministro per l’Energia Viktor Khrishenko conferma che «Russia e Unione Europea non hanno superato le divergenze reciproche» sui protocolli di transito, dunque Mosca non firma ancora la Carta sull’energia, pur condividendone i principi. Tuttavia la sottoscrizione anche da parte di Mosca dell’impegno a «sostenere gli sforzi per migliorare la cooperazione in campo energetico» fa pensare a una possibile, futura apertura del ricco mercato energetico russo agli investimenti esteri.
Secondo il ministro delle Finanze russo Aleksey Kudrin, la trasparenza dei mercati può aiutare a stabilizzare i prezzi energetici, che hanno raggiunto record storici. Venerdì, anche a causa della crisi libanese, le quotazioni del petrolio si trovavano a un passo dagli 80 dollari al barile. L’andamento odierno dei mercati potrà rappresentare una prima risposta agli sforzi del G8 sia in campo energetico che in campo politico.
Sul fronte ambientale, non si è registrata alcuna apertura americana sul protocollo di Kyoto. La risposta delle organizzazioni ambientaliste non si è fatta attendere: per Greenpeace, il G8 «ha fallito nello sviluppare una strategia sulla sicurezza energetica».
Gli altri due documenti approvati ieri dai capi di Stato e di governo di Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Canada e Russia riguardano la lotta alle malattie endemiche, e la sfida globale dell’educazione scolastica.
Due le novità che riguardano l’Italia: la prima prevede la creazione, a Vicenza, di un centro di eccellenza per la formazione di unità di peacekeeping, con l’obiettivo di formare entro il 2010 75mila effettivi in tutto il mondo, specialmente in Africa. Inoltre, l’Italia organizzerà un forum mondiale su educazione e ricerca, per individuare le linee di sviluppo di un sistema educativo efficace nelle società avanzate.
Oggi il summit si conclude con l’incontro dei Paesi del G8 con gli ospiti, fra cui Cina, India, Brasile, Messico. Putin si è già detto favorevole ad aprire le porte a tre nuovi «soci», Cina, India e Brasile, trasformando il G8 in G11. Per il momento gli altri Paesi si sono ben guardati da simili aperture.