G8 di Genova, i giudici: "De Gennaro si interessò per depistare le indagini"

I giudici della Corte d'appello sull'ex capo della polizia Gianni De Gennaro: "Aveva con evidenza l’interesse a non fare trapelare un suo diretto coinvolgimento nella vicenda Diaz"

Genova - L’ex Capo della polizia - e attuale direttore dell’Asi, l’organismo che coordina i servizi segreti dell’Aisi e dell’Aise - Gianni De Gennaro, durante il G8 di Genova "aveva con evidenza l’interesse a non fare trapelare un suo diretto coinvolgimento nella vicenda Diaz". Lo scrivono nella motivazione della sentenza i giudici della Corte d’Appello di Genova (Maria Rosaria D’Angelo e Raffaele Di Napoli) che lo scorso 17 giugno condannarono De Gennaro ad un anno e 4 mesi di reclusione con pena sospesa e non menzione sulla fedina penale. Insieme a lui fu condannato anche l’ex capo della Digos di Genova all’epoca del G8 Spartaco Mortola, che ebbe 14 mesi. Secondo i giudici genovesi, De Gennaro dovette alterare "l’accertamento dei fatti, delle loro modalità e delle responsabilità politiche e penali, dei fatti posti in essere durante quell’operazione", ovvero durante l’irruzione alla scuola Diaz del 20 luglio 2001.

"Fallimento del servizio d'ordine" I giudici sottolineano come l’intero servizio di ordine pubblico si rivelò un "insuccesso": morì Carlo Giuliani, nella scuola Diaz non furono trovati i black bloc. Erano dunque necessari depistagi. De Gennaro avrebbe freddamente ordinato all’ex questore di Genova Francesco Colucci di ritrattare le sue dichiarazioni al processo Diaz, così da scagionare completamente l’allora capo della polizia. E questo, secondo la Corte d’Appello di Genova, fu un "delitto contro l’attività giudiziaria". Colucci fu intercettato durante il processo mentre riferiva a Sparta Mortola che il "capo" gli avrebbe detto di "cambiare il tiro" sulla ricostruzione della catena di comando nell’irruzione alla scuola Diaz e sul ruolo giocato dall’allora capo della comunicazione del Dipartimento di sicurezza Roberto Sgalla. "Il capo ordinò - si legge nelle motivazioni della sentenza - a Colucci di rivedere le precedenti dichiarazioni sulla questione Sgalla (vale a dire sulla presenza sul campo del portavoce del capo della polizia) per aiutare i colleghi imputati nel processo per l’irruzione nella scuola Diaz". Questa strategia sarebbe stata messa a punto in una riunione privata tra Colucci e De Gennaro a Roma, un faccia a faccia che l’ex questore di Genova avrebbe evitato di menzionare al processo, "ulteriore conferma della consapevolezza e volontà dell’imputato De Gennaro della portata istigatrice e di suggerimento di una versione dei fatti al teste Colucci contrastante dalle precedenti dichiarazioni e con la realtà".